Giornale di informazione di Roma - Giovedi 29 settembre 2016
 
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Ancora una vittoria per l'Acea Roma

Sofferta affermazione contro Pesaro

Quarta vittoria consecutiva per l'Acea Roma che supera all'ultimo respiro la Scavolini Banche Marche PU per 65-64 e aggancia momentaneamente Cantù al quarto posto in classifica.

Va subito detto che la vittoria è una delle due uniche note positive che arrivano dal Palatiziano. La partita infatti è stata assai povera dal punto di vista tecnico e la Virtus ha palesato quello che si temeva alla vigilia, un inevitabile calo fisiologico nella qualità del gioco, soprattutto a causa delle assenze. Oggi è toccato infatti a Lorenzo D'Ercole assistere alla partita dalla tribuna, con conseguente lavoro straordinario per Goss, Taylor e Datome, tutti utilizzati almeno 30 minuti.

L'altra nota positiva è stata senza dubbio quella del giovane Matteo Tambone, che ha tenuto il campo più che dignitosamente, limitando in difesa un pericolosissimo Stipcevic, e prendendosi anche delle responsabilità offensive, come il canestro da tre punti che ha permesso a Roma di dare il primo consistente strappo nel punteggio (60-53 al 33').

Dopo un primo tempo equilibrato, in cui la Virtus ha sofferto sia in attacco - solo 33 punti segnati - sia in difesa - troppi i tiri facili concessi ai marchigiani - come spesso accade quest'anno Roma ha messo la freccia nel terzo quarto. Spinta dai canestri di Datome e Taylor, la Virtus ha registrato la difesa rendendo difficile la circolazione di palla dei pesaresi.

Chiuso avanti di sei il terzo periodo (55-49) Roma non è riuscita nell'ultima frazione a dare quell'ulteriore e decisivo strappo nel punteggio, anche a causa della presenza sul parquet dell'"impunito" Bobby Jones, che quanto di buono ha fatto in difesa puntualmente ha disfatto in attacco con alcune scelte scellerate alternate a veri e propri orrori cestistici.

Il momento chiave del match è arrivato a meno di quattro minuti dalla sirena finale, sul 62-55, quando un canestro di Datome da tre punti veniva annullato per un precedente sfondamento di Taylor. Dal possibile +10 la Virtus smetteva completamente di attaccare, annichilita dalla zona fronte dispari sfoderata dal coach pesarese Markovski.

Lenta ma inevitabile arrivava la rimonta marchigiana, che avrebbe potuto essere completa dopo un tentativo di suicidio collettivo della Virtus. Con meno di quattro secondi ancora da giocare, con un punto di vantaggio, Goss spediva sul ferro i tiri liberi della sicurezza e sul contropiede successivo l'appoggio (quasi) vincente di Cavaliero terminava incredibilmente fuori dal canestro. Non c'è certezza che il lay-up del play biancorosso sia stato scoccato in tempo utile, ma in ogni caso davvero uno scampato pericolo per Roma, in un finale da galleria degli orrori.

Appare ormai chiaro a tutti coloro che seguono con passione la squadra romana che i ragazzi di Calvani, nonostante la serie positiva di quattro vittorie, siano in debito d'ossigeno. Il reparto esterni, privato del lungodegente Dagunduro, fa i conti con la fatica supplementare dei titolari, che alternativamente sono costretti a dare forfait. La scelta della società di non immettere forze fresche, seppure confortata al momento dai risultati, rischia di trasformarsi in un boomerang a lungo andare, quando invece forse sarebbe sufficiente un ulteriore, piccolo, sforzo per mantenere Roma nelle parti alti della classifica ed alimentare le speranze di un cammino il più lungo possibile nella post-season.

Domenica prossima la Virtus è attesa ad uno spareggio per la conquista del quarto posto, oltre che un gustoso anticipo del prossimo quarto di finale di Coppa Italia. Sarà infatti di scena nel posticipo televisivo (ore 20) al Pianella di Cantù per una sfida che si prospetta proibitiva, ma che se vinta lancerebbe l'Acea verso posizioni neanche immaginate ad inizio stagione.
Andrea De Paolis

[21-01-2013]

 
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