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Cannabis terapeutica: il Lazio ancora in attesa

risale al 2006 la prima mozione del consiglio regionale sul tema

La Regione Lazio continua a restare indietro in termini di legge sulla cannabis terapeutica; ad oggi risulta essere ancora tre le Regioni che non hanno legiferato in materia. Una mancanza che fa un certo effetto, da qualunque parte si guardi alla vicenda e qualunque sia l’opinione in materia di cannabis medica. Soprattutto se si pensa che se ne parla da anni e mai si è riusciti a fare qualcosa di concreto.

Risale addirittura al 2006 la prima mozione del consiglio regionale del Lazio per favorire l’utilizzo di un farmaco a base di cannabis, il Bedrocan; in quella mozione si parlava anche della possibilità di richiedere l’autorizzazione per la coltivazione di cannabis ad uso terapeutico nel territorio della Regione Lazio. Provvedimenti che erano stati quindi perfino precedenti alla decisione presa l’anno successivo, nel 2007, dell’ allora ministro della Salute Livia Turco di riconoscere le facoltà curative della cannabis ed in particolare del suo principio attivo più presente, il tetraidrocannabinolo (THC). Nel tempo si sono susseguiti studi scientifici e ricerche tese a certificare l’impatto che può avere sulla salute l’utilizzo della cannabis, specialmente di alcune tipologie femminizzate, e la sua importanza a  livello curativo.

Da allora, e sono passati otto anni, la questione era stata demandata alla singole Regioni, che per legge sono competenti in materia di Sanità, lasciando a ciascuna la facoltà di decidere autonomamente sull’argomento e di dotarsi eventualmente di una propria regolamentazione in materia di cannabis terapeutica. Nel tempo e in ordine sparso sono state diverse le Regioni che hanno approvato una legge regionale sulla materia tesa a garantire il rimborso per l’utilizzo di tali farmaci ai pazienti affetti da patologie specifiche: si tratta di Puglia, Regione letteralmente all’avanguardia sulla questione cannabis terapeutica, Toscana, Veneto, Liguria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sicilia, Umbria e Basilicata, ultima in ordine di tempo ad aver approvato la legge che regolamenta la  cannabis ad uso medico.

A settembre 2014 si è avuta una novità sostanziale anche a livello nazionale con la decisione del Governo di dare il via libera alla produzione della marijuana di Stato per uso terapeutico; produzione che sarà portata avanti dall’Esercito italiano all’interno dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. A ben vedere quindi, la strada sembra essere quella di guardare al futuro garantendo un accesso sempre più inclusivo per i pazienti con necessità di curarsi con tali farmaci; in questo quadro mancano ancora 11 Regioni, tra le quali la Regione Lazio per l’appunto, che in materia di approvazione di leggi per consentire l’accesso alle cure con farmaci a base di cannabis devono ancora batter il loro primo colpo.

[28-01-2015]

 
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