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Protestano i lavoratori del San Raffaele, senza stipendio da ottobre

i 20 milioni promessi dal commissario Bondi non sono mai stati erogati

Sono esasperati i lavoratori delle 13 strutture sanitarie del San Raffaele. Da ottobre sono senza stipendio e continuano ad assistere i pazienti per spirito professionale e deontologico. I 20 milioni di euro promessi dall’ex commissario alla sanità Enrico Bondi per pagare gli stipendi e le prestazioni non sono mai stati stanziati.

"Con il commissario Bondi non c'è stato alcun tipo di contatto -racconta Giorgio Albertini, primario riabilitazione pediatrica San Raffaele Pisana-. Siamo molto amareggiati, non abbiamo alcuna notizia sul nostro futuro. Ogni giorno che passa c'è il rischio che l'azienda non possa andare avanti. Ci chiediamo come è possibile che non vengano erogati i fondi per prestazioni fatte. Non si capisce come debbano andarci di mezzo pazienti, lavoratori e professionisti".

I lavoratori, in protesta questa mattina insieme ai sindacati, hanno ottenuto un incontro previsto per la prossima settimana tra il nuovo commissario alla sanità laziale Filippo Palumbo, il prefetto pecoraro, i sindacati ed i dirigenti dell’azienda convenzionata con la regione. Ma le 13 realtà del San Raffaele, tra cliniche, case di cura e laboratori, sono a rischio chiusura, il gruppo non può più aspettare visto anche il credito che vanta nei confronti della Regione Lazio: ben 260 milioni di euro.

"Sono praticamente tre mensilità che abbiamo saltato -racconta un dipendente- non sappiamo neanche se prenderemo lo stipendio di gennaio. Certo è che per chi è da solo è dura". Un’interruzione del servizio sanitario del san raffaele causerebbe gravi conseguenze sociali; non solo per la perdita del posto di lavoro di circa 2000 dipendenti ma anche per la tutela della salute dei pazienti: si tratta di malati terminali, lungodegenze, anziani senza casa che, con difficoltà, troverebbero un’alternativa.

"Sono otto anni che mio figlio è seguito in una struttura del San Raffaele. La chiusura delle strutture vorrebbe dire -racconta un genitore di un paziente- perdere la riabilitazione di cui mio figlio ha bisogno". "Io sono inglese -racconta un'altra mamma- ed ho scelto di far curare mio figlio qui in Italia, proprio in un centro riabilitativo del San Raffaele. Potevo scegliere tra Inghilterra ed Stati Uniti ed invece ho scelto il meglio, qui in Italia".


 
 

[11-01-2013]

 
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