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Dipendenti San Raffaele in protesta, il gruppo annuncia "chiusura di tutte le strutture"

la chiusura delle strutture causerebbe gravi conseguenze sociali, sia per i lavoratori che per i malati

Giornata di roventi proteste nel centro di Roma da parte dei dipendenti della società sanitaria San Raffaele S.p.a., convenzionata con la Regione Lazio. Centinaia di dipendenti del gruppo Tosinvest hanno manifestato in piazza Santi Apostoli bloccando per alcune ore il traffico. Alcuni dipendenti hanno provato ad entrare in prefettura ma sono stati fermati dalle forze dell'ordine. In mattinata, dopo l'incontro con il commissario alla Sanità Enrico Bondi, il gruppo San Raffaele ha annunciato la chiusura di tutte le strutture nel Lazio nonostante il credito di oltre 260 milioni che il Gruppo vanta nei confronti della Regione per mancati pagamenti di prestazioni già erogate.

"Il commissario Bondi è apparso poco e mal informato rispetto a tutte le questioni sulle quali, nell'incontro di due settimane fa aveva garantito che avrebbe assunto tutte le necessarie informazioni al fine di risolvere la gravissima situazione finanziaria che ha costretto il Gruppo a decidere la chiusura già delle strutture di Cassino, Viterbo, Montecompatri e Rocca di Papa, nonché della sede amministrativa -spiega il presidente del San Raffaele S.p.A., Carlo Trivelli-. Tutto ciò - prosegue Trivelli - non è avvenuto e dall'incontro di oggi è arrivata solo l'assurda richiesta di procrastinare, a data indefinita, ogni decisione. Ma la società non ha, come già più volte detto, risorse sufficienti a garantire l'assistenza e di conseguenza il 30 dicembre cesseranno le attività anche dei presidi di: IRCCS San Raffaele Pisana, San Raffaele Portuense, San Raffaele Flaminia, San Raffaele Trevignano, San Raffaele Sabaudia, San Raffaele Termini, Metamedica, MR3000, San Raffaele Tuscolana".

La chiusura delle strutture convenzionate del San Raffaele causerebbe gravi conseguenze sociali, non solo per la perdita del posto di lavoro di circa 2000 dipendenti del gruppo ma anche per la tutela della salute dei pazienti: si tratta anche di malati terminali, lungodegenze, anziani senza casa che non avrebbero un posto dove andare e perderebbero l'assistenza loro necessaria per vivere. Per fare un esempio nella casa di accoglienza di Rocca di Papa, ai Castelli romani, chiuderanno 255 posti letto, di cui 95 di lungodegenza, 80 di Rsa, 16 di hospice residenziale e 64 domiciliare per malati terminali. Nella struttura operano 206 lavoratori. Il futuro di malati e dipendenti, nonostante l'annunciata chiusura di oggi, appare più che mai incerto: entro la prossima settimana è infatti previsto un altro incontro tra i dirigenti del gruppo ed il commissario Enrico Bondi. Proprio l'uomo nominato dal governo Monti per far quadrare i conti della sanità laziale, dopo le dimissioni della Polverini, è l'unico in grado di poter sbloccare i fondi che la Regione deve al San Raffaele S.p.a., soldi necessari affinché le strutture non chiudano.

Solidarietà di Alemanno - "Solidarietà ai duemila lavoratori del San Raffaele che rischiano di cessare l’attività con la fine dell’anno. Sulla base di quanto dichiarato dal dottor Angelucci, proprietario del Gruppo, auspico che il prossimo incontro con il commissario Bondi -dice Alemanno-, che deve avvenire entro la prossima settimana, sia utile ad individuare, come per i dipendenti del gruppo Idi-S.Carlo, la soluzione necessaria a risolvere la questione che li tiene senza stipendio da oltre tre mesi".

Zingaretti - "Ho incontrato i lavoratori del San Raffaele che protestavano davanti alla Provincia e sono vicino a loro e alle loro esigenze. Per questo nei prossimi giorni lancerò l'appello e mi incontrerò con le forze del mondo della sanità, poiché è necessario voltare pagina e mettersi al lavoro. Da subito bisogna costruire, ascoltando gli operatori della sanità, un progetto per un nuovo modello della sanità nel Lazio".

tutte le strutture del San Raffaele a rischio chiusura

[13-12-2012]

 
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