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SanitÓ laziale, la scure di Bondi. Taglio di 170 posti letto al San Filippo Neri

settimana di agitazione per la sanitÓ pubblica

La sanità pubblica è in rivolta contro i tagli al settore imposti dal decreto del Commissario Enrico Bondi. Dopo le proteste del comparto sanitario privato e delle strutture cattoliche convenzionate, come il Policlinico Agostino Gemelli, oggi è la volta del San Filippo Neri. Qui dipendenti, medici, infermieri, ma anche amministrativi, tutti preoccupati per la scure dei tagli, hanno affisso degli striscioni di protesta contro la paventata ipotesi di chiusura dell'intera struttura.

In tarda mattinata le rappresentanze sindacali hanno incontrato la direzione che ha smentito l'ipotesi chiusura ma confermato i tagli imposti dal commissario incaricato dal Premier Monti per sistemare i conti in rosso delle Asl. Al termine dell’incontro i rappresentanti dei lavoratori avevano un umore pessimo: al San Filippo Neri si prospetta il taglio di 170 posti letto su 540. Questo vorrebbe dire almeno 600 posti di lavoro a rischio. I primi a perderlo sarebbero i precari ed i tagli dovrebbero interessare soprattutto i reparti specialistici.

"L'ipotesi addirittura era la chiusura del San Filippo Neri -spiega il coordinatore Rsu del San Filippo Neri-. Abbiamo parlato con il direttore che ci ha informati del taglio di 170 posti letto in modo da mantenere il San Filippo Neri aperto. La nostra posizione è quella di non accettare questa politica di tagli". "L'impatto occupazione che seguirà questi tagli ancora non lo conosciamo -continua un lavoratore della struttura sulla via Trionfale- La Regione non ci ha portato alcun documento sul dettaglio dei tagli. Di sicuro saranno mandati a casa prima i precari, non sappiamo invece se ci saranno tagli anche tra gli strutturati".

Al San Filippo Neri i sindacati annunciano un periodo di agitazione, con un’assemblea generale prevista per venerdì prossimo. La situazione della sanità laziale non preoccupa solo i lavoratori ma anche i pazienti: i cittadini del Lazio hanno il timore di perdere il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della Costituzione.

[03-12-2012]

 
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