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Sanità laziale, le difficoltà del Policlinico Gemelli

la scure del commissario Sandro Bondi sulla sanità. Il Preside del Gemelli Bellantone: "Prima o poi non ce la facciamo più neanche noi"

La sanità laziale è sempre più in crisi. Mancano i fondi ed i tagli imposti dal decreto Bondi mettono in ginocchio molte strutture pubbliche e private. A lanciare l'allarme sul futuro della strutturo è stato oggi il Rettore del Policlinico Agostino Gemelli, Maurizio Guizzardi. Guizzardi ha parlato della drammatica situazione che coinvolge anche il Policlinico di via della Pineta Sacchetti. I dirigenti del Gemelli decidono di esporsi dopo l'ipotesi paventata dell'interruzione delle prestazioni ambulatoriali e dei ricoveri ordinari. "Non abbiamo neanche preso in considerazione un'ipotesi del genere -ha detto Guizzardi- Non è nelle nostre corde. Questo ospedale ha una sua mission e vocazione e continueremo a garantire i nostri servizi. Il rischio, però, è che prima o poi non ce la facciamo più neanche noi. Non è la scelta giusta far pagare ai cittadini il prezzo di questa vicenda". A rincarare la dose è il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Gemelli Rocco Bellantone: "E' il momento degli atti di coraggio e di responsabilità -dice Bellantone- nel Lazio per capire se il Policlinico più grande della regione, ha o non ha un ruolo nella sanità regionale, e non solo. Si può davvero ipotizzare la sanità del Lazio e del Paese senza il Gemelli?". "Se il Gemelli salta, - ha spiegato Bellantone - sono a rischio l'assistenza ai malati del Lazio e di tutto il centro Sud".

Da una parte ci sono i crediti della struttura con la Regione Lazio, dall’altra le rilevanti esposizioni debitorie con banche e fornitori. I tagli al Policlinico Gemelli ammontano a 29 milioni di euro: ovvero il 30% di fondi in meno. Una riduzione che va ad incidere anche sul budget dell’anno in corso. Di questi 29 milioni cinque sono relativi alle funzioni per l’emergenza ed il pronto soccorso. Secondo il report presentato dal policlinico non sarà possibile più aprire attività già programmate con la Regione Lazio, come ad esempio il potenziamento dell’Uoc (Unità operativa complessa) di terapia intensiva neonatale. Il Gemelli è la più grande struttura della Regione Lazio, con il maggior numero di malati oncologici ed effettua oltre 40 mila interventi. 

L'allarme sul servizio sanitario regionale, alla luce dei tagli, era stato lanciato anche da Federlazio salute. Il sindacato delle aziende sanitarie pubbliche aveva bollato come "incostituzionale" il decreto del commissario Bondi. "I primi effetti del decreto Bondi non tardano a produrre conseguenze negative -dice Enzo Colaiacomo, presidente di Federlazio Salute-. Con questi tagli si è derogato al diritto alla salute garantito a tutti i cittadini. Un valore sancito dalla nostra Costituzione".

[29-11-2012]

 
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