Giornale di informazione di Roma - Lunedi 24 novembre 2014
 
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La Virtus stecca la trasferta della svolta e resta indietro

Treviso resta un tabý per Roma che aggiunge ai soliti infortunati anche il febbricitante Datome

Le sciagure della stagione 2010/2011 per la Virtus Roma non hanno mai fine, ed in questo caso ci si mette pure l'incolpevole ex coach Boniciolli, che organizza il soggiorno del mini ritiro pre-Palaverde in una Trieste sotto zero spazzata da una violenta bora che ci regala al mattino di una trasferta-spareggio fondamentale per la stagione capitolina un Datome con 40 di febbre.

Regge solo un tempo la Lottomatica Roma contro la Benetton Treviso. Un primo tempo nel quale il Ragno, al secolo Charlie Smith, sembra aver ascoltato i nostri recenti elogi spesi in suo favore e continua l'opera cominciata nell'ultimo quarto della scorsa partita contro Avellino. Realizza 14 punti in dieci minuti, con 4/6 da tre, e lancia Roma fino al più otto. La Benetton non ci mette molto a rientrare in partita, spinta principalmente dal suo omonimo "stelle e strisce" Devin e da Alessandro Gentile, avvelenato figlio dell'ex coach, con il primo quarto che si chiude con i romani sopra di due 27-25.

Nel secondo quarto la Benetton prova a scappare, complice la solita flessione degli ospiti, sotto i colpi di Motiejunas e Gentile e con un Bulleri sugli scudi anche i trevigiani raggiungono gli otto punti di vantaggio. La Virtus però, grazie ad una zona aggressiva, costringe i padroni di casa ad una serie di palle perse, che consentono punti facili merito della dedizione e del sacrificio slavo di Djedovic e Dasic. Il tempo si chiude con una perla di Crosariol, che al rimbalzo offensivo fa seguire un assist dietro la schiena per il facile appoggio del 45-44 di Washington, col quale si va al riposo.
La Lottomatica si era presentata nel sempre ostico Palaverde oltre all'assenza dell'ultima ora del febbricitante Datome, senza i lungodegenti Giachetti e Vitali, e con Gigli ancora impresentabile, sceso in campo per 6 inutili minuti, che hanno fruttato la miseria di un rimbalzo e nient'altro. Con soli sette uomini effettivamente a disposizione Filipposchi ha provato ad alternare le difese per rispondere alla zona "furba" schierata ben presto da Repesa, ma è proprio in questo settore che la Lottomatica è andata incontro all'inevitabile imbarcata, subendo la bellezza di ventisei punti nel terzo quarto, quello che ha deciso la partita. Troppe soluzioni diverse per la Beneton, padrona del pitturato con Skinner, Motiejunas e Brunner, abili anche a liberare con gli scarichi e i blocchi gli esterni, tra i quali hanno brillato Devin Smith e Bulleri, autori rispettivamente di 21 e 13 punti. Una volta spenta la vena realizzativa di Smith, per la Lottomatica anche l'attacco è diventato un calvario: poche e sporadiche le iniziative dei due play Gordic e Washington (5 e 6 punti per loro), carenti anche nell'organizzare il gioco. Sostanzialmente anonimi i due pivot Traorè e Crosariol (8 e 4 punti, 10 rimbalzi in due), solo gli slavi, come al solito, hanno dato segni di vita anche nella ripresa, consentendo alla Virtus di non affondare del tutto, e di contendere fino alla sirena (tiro da tre di Smith a segno oltre lo scadere del tempo) la differenza canestri, che passa invece a Treviso, e che non è difficile immaginare sarà decisiva per la classifica finale, visto il totale equilibrio che regna nella classifica di serie A, ovviamente escluse Siena, Cantù, e forse Milano.
Milano che sarà di scena domenica prossima all'Eur, per una sfida affascinante e importantissima. Dalla doppia trasferta nel gelido nordest, la Virtus non torna completamente a pezzi, almeno nel morale. Resta infatti il rammarico di non essersi potuta giocare questa partita a Treviso con Datome a disposizione, che nelle ultime uscite era risultato uno dei migliori.

[28-02-2011]

 
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