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Profughi sgomberati dall'ex ambasciata somala

notte in strada. Belviso "non č nostra competenza"

Hanno passato la notte in strada i circa 100 rifugiati politici somali sgomberati dall'ex ambasciata del loro paese che occupavano a Roma, dove venerdì sera una ragazza italiana è stata violentata. Per lo stupro sono stati fermati tre somali, uno di questi già è stato rilasciato.

I rifugiati sono stati radunati in piazza della Croce Rossa, nelle aiuole davanti al ministero dei Trasporti, nel centro della capitale, secondo quanto ha riferito la presidentessa dell'associazione Donne somale Osman Lul.

"Passiamo la notte qui - ha detto Lul - e stiamo aspettando che la protezione civile ci porti delle coperte e qualcosa da mangiare. Adesso è arrivata un'unità mobile della Croce Rossa per soccorrere quelli che stanno male. Tra i rifugiati ci sono dei ragazzi diabetici".

Di fronte all'ex ambasciata che verrà chiusa e presidiata dalla polizia ci sono, assieme alle forze dell'ordine, alcuni amici e parenti dei rifugiati, oltre ai rappresentanti di associazioni di volontariato. Un gruppo è poi andato a protestare davanti all'ex ambasciata sgomberata, chiedendo di poter rientrare nell'edificio. L'intervento della polizia, che presidiava il posto ha dissuaso i profughi, che sono tornati in piazza della Croce Rossa.

ASSESSORE BELVISO - "Non sono stata avvisata dagli organi di competenza per dare assistenza, seppur temporanea, ai somali che abitavano nello stabile. La questione è rimasta all'interno dell'ordine pubblico e l'amministrazione comunale non è stata investita. Comunque non è una nostra competenza, visto che si tratta di profughi è una competenza dello Stato".

ALEMANNO -
"Manca una legge sui rifugiati politici. Serve una norma, magari un decreto legge, vista l'urgenza che arriva dal nord Africa che fornisca un percorso chiaro". Ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. "oltre i primi 60 giorni, non c'è un percorso chiaro che indichi in che modo si possa perseguire questa integrazione e come si possa verificare che l'etichetta di rifugiato non nasconda invece persone che vivono nell'illegalità non rispettando le nostre regole".

-video di Medu, associazioni Medici per i diritti umani-
 
 

[27-02-2011]

 
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