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Umberto I, inchiesta sui fondi per il recupero

mai utilizzati 103 milioni di euro

L'ingresso del Policlinico Umberto I

103 milioni di euro, stanziati 10 anni fa, quando la moneta unica Europea ancora non era stata messa in circolazione: dovevano servire alla Sapienza per ristrutturare il Policlinico.

Oggi non si sa che fine abbiano fatto, a cosa siano serviti e, soprattutto, se potranno essere recuperati. Poi, cose se non bastasse, si cercherà di capire chi potrà utilizzarli, dal momento che oggi l’Umberto I non fa più parte della prima università di Roma.

È una questione ingarbugliata qeulla che si trova davanti il procuratore aggiunto Maria Cordova che, sul mistero di questi fondi ha aperto ovviamente un’inchiesta su cui stanno già lavorando gli uomini della guardia di finanza.

La vicenda prende inizio una quindicina d’anni fa: dell’aprile 2004 l’ultima seduta del consiglio d’amministrazione dell’università, all’epoca retta da giuseppe d’ascenzo che reclamava per la sapienza l’utilizzo di quei soldi subito dopo il passaggio di consegne con il ministero. Alla fine del 2004, però, di quel centinaio resta in tutto una manciata di spiccioli, circa 6 milioni: mistero, oggi, vuole che nei bilanci della sapienza non vi sia traccia di quelle spese.

Che fine hanno fatto i soldi? Introvabili i 3 milioni che dovevano essere spesi per acquisire una clinica di Guidonia destinata all’assistenza sanitaria e per la quale, però, la sapienza continua a pagare lo stipendio di un giardiniere per tenere a posto il prato che la circonda mentre porte e infissi sono state portate via insieme a tutto ciò che dentro aveva un qualsivoglia valore. A questo mistero se ne aggiungono altri: dai 9 milioni destinati alla clinica radiologica, ai lavori per la messa a norma della rete fognaria per cui ne erano stati stanziati quasi 3: la lista è lunga, il mistero fitto: i vertici della regione lazio si indignano: come il presidente Marrazzo nella recente visita ai sotterranei dell’umberto primo. Almeno là i lavori sono partiti, ma i soldi fanno parte di un nuovo stanziamento.

Intanto tre camere operatorie del Policlinico Umberto I sono state chiuse perchè nelle condutture d'acqua è stata trovata legionella. I controlli sono stati disposti nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma sulla morte di una donna, avvenuta lo scorso dicembre, nel nosocomio proprio dopo aver contratto il batterio.

 
 

[28-03-2007]

 
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