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Presidio ambasciata libica a Roma

"Gheddafi come Hitler"

Alcune decine di dimostranti, in gran parte libici e maghrebini, sono tornati oggi di fronte all'ambasciata della Libia a Roma per protestare contro il «genocidio» ordinato da Muammar Gheddafi a Tripoli e a Bengasi. «Gheddafi come Hitler», hanno più volte gridato in coro i dimostranti che hanno partecipato al presidio, organizzato da Sinistra Ecologia e Libertà.

«Questa ambasciata è una delle poche a non aver messo la bandiera a mezz'asta per lutto. In Francia, per esempio, l'ambasciata libica lo ha già fatto. Vergogna, vergogna», hanno protestato i libici di fronte alla sede diplomatica di Via Nomentana. E, nel momento in cui un'auto con alcuni funzionari dell'ambasciata è uscita dalla sede, i dimostranti hanno oltrepassato le transenne cercando di avvicinarsi al veicolo e gridando: «Vergogna, vergogna» ma sono stati prontamente bloccati dalle forze dell'ordine. «Non abbiamo notizie dei nostri amici e parenti, e a Tripoli c'è un bagno di sangue. Solo poche ore fa ho visto un video in cui era ripreso un bambino di circa tre anni decapitato» ha raccontato Elias, uno dei libici presenti, mentre diversi altri dimostranti hanno riferito che ormai la città di «Tobruk e l'Est del Paese sono stati liberati». Diversi gli striscioni in arabo e in italiano esposti nel corso del sit-in, cui hanno aderito anche alcuni studenti italiani e militanti di Sel. «Fuori bastardo, il popolo libico è unito» recitava uno dei cartelli esposti. Mentre su un altro striscione era scritto a caratteri cubitali: «Dove sono i diritti umani?».
 
 

[22-02-2011]

 
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