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Tango romano
 
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Tango con Cornelia

Questa sono io.

Domenica sono andata ad una “pratica” dalle parti di via Tuscolana. La pratica è un convegno pomeridiano di tangueros che si riuniscono in un locale per provare i passi e ingannare il tempo. Il posto non è niente male: due sale con gli specchi, pasticcini, torte e prosecco. C’è un tipo sui sessanta magro e ossuto che se la fa con tutte le principianti, un altro “bello e tenebroso” invece le snobba, ma snobba anche me! Lo osservo bene per capire. Lui il Tango lo prende sul serio, troppo sul serio. M’invita un tipo con la voce sottile, buffo, storto e l’alito di sigarette. Annaspa e gira, gli piacciono gli attacchi forti dei violini, ma odia le stornellate dei cantanti, si capisce da come balla.

Bevo il mio vinello nel bicchiere di plastica, non ci scrivo su il nome col pennarello come fanno gli altri, tanto c’è rimasta l’impronta del mio rossetto. Me ne sto un po’ seduta ad osservare una che balla con le donne, uno alto, alto due metri, balla con una piccoletta. Alla fine m’invita il sessantenne magro e ossuto. E’ ossuto in tutto, anche nell’abbraccio. Ride e non si lascia andare, ride e ride. La moglie, una simpaticona romana “old style”, gli dà un’occhiataccia: “Nun vai a tempo!”

Mentre me ne torno a casa con la metro, penso che forse sia arrivato il momento che io mi sveli un po’ di più ai lettori di Tango romano.

Quella della foto sono io! Chissà che dalla prossima volta non possa proporvi un filmatino?

Cornelia

[27-03-2007]

 
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