Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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La Virtus supera in casa Avellino 80 a 70 ma i problemi restano gli stessi

Roma lotta soprattutto con se stessa per avere la meglio sugli irpini in emergenza assoluta

Nel giorno del tanto atteso ritorno in campionato tra le mura amiche contro i lupi avellinesi coach Filiposki conferma la fiducia al solito quintetto formato da Dasic, Crosariolo, Djedovic, Datome e Washington.


Il sostanziale equilibrio del primo quarto è spezzato dalla sostanza di Dasic sotto canesto e dalle giocate sopraffine di Datome che recupera a rimbalzo e colpisce dalla distanza, Avellino però rientra ben presto con Lowers e la tripla di Green.
Allora spazio ad un pienamente recuperato Traorè che si mette subito in mostra con un paio di guizzi nel pitturato, con lui chiudono il quarto in campo anche Smith e Gordic che recupera il ruolo ampiamente meritato in europa contro il Barcellona.
Un importante gioco da tre punti di Djedovic si infrange sul primo ferro ma subito dopo ci pensa Alì il francese a scavare un altro solco tra la Virtus Roma e i campani che chiude il primo quarto sul 26 a 18.


Due clamorose palle perse romane impediscono l'allungo e producono nervosi falli mal spesi che consegnano Roma in bonus con soli 3 minuti giocati così Avellino può riportarsi sotto grazie alle triple inventate da Infanti e dall'impronunciabile Szewczyck fino al 29 - 27 del quinto minuto.

La Virtus dal velluto su cui giocava si ritrova smarrita ed incapace di gestire i palloni in attacco, l'ingresso di Angelo Gigli e la conferma di Gordic restituiscono ossigeno allo score casalingo, lo stesso Nemanja si lascia però ingolosire troppo facilmente dalla marcatura del folletto Green e spreca malamente un paio di conclusioni.
Il "ragno" Smith continua a sparare a salve ed a questo punto sembrerebbe proprio di non aver più speranza di poterne trarre giovamento offensivo per il futuro romano.

Si infortuna anche il polacco dal nome impronunciabile e seppur con le rotazioni ridotte all'osso Avellino resta a contatto con Casoli ed Infanti in campo, approfitta di continue amnesie virtussine chiudendo addirittura avanti 36 a 35 all'intervallo.

Al rientro in campo Roma sembra ancora incapace di produrre gioco offensivo e si affida ad una precaria circolazione di palla dove i soli Datome (doppia doppia con 13 punti e 10 rimbalzi per il sardo) e Djedovic ci mettono la giusta determinazione. Ed è solo per la scarsa percentuale in avvio degli irpini che Roma non scivola in un baratro definitivo restando ancora in partita sul time out obbligatorio del 42 a 46.
La squadra nel terzo quarto si ostina a prolungare il palleggio, scaricare palloni che sembrano macigni sotto canestro, non attaccare mai il ferro dal palleggio impaurita non si sa bene da cosa, forse dalle marcature serrate dei rincalzi delle seconde linee che coach Domenico Vitucci può concedersi di lasciare in campo.
Si resta senza ossigeno e senza idee per lunghi minuti ancora fino alla tripla col fallo che sveglia il "ragno" Smith e con lui tutto il Palazzo fino a quel momento addormentato nel solito clima da trasferta all'eur.
Dasic riporta Roma avanti nonostante risulti necessario segnalare che l'unico arbitro in campo è Cerebuch mentre qualcosa che sa di marcio si annida nel fischietto degli altri due in divisa blu e l'elastico del punteggio resta così in bilico fino alla volata finale.
Ma è proprio sul finale che sale in cattedra colui il quale si è fatto attendere per oltre 30 minuti, il proverbio "non si cava un ragno dal buco" stasera è sbagliato ed è proprio il "Ragno" Smith a segnare triple siderali a ripetizione che recuperano definitivamente la Virtus dal buco nero in cui era precipitata chiudendo la pratica con un ventello (dei suoi 22 punti totali) realizzato tutto nell'ultimo quarto di gara.
Infine l'ottimo e costante Dasic (15 punti e 12 rimbalzi per lui) con 4 secondi sul cronometro si toglie anche lo sfizio di segnare la tripla che rovescia la differenza canestri in favore di Roma, qualora per qualche caso dovesse servire in un arrivo a pari punti al traguardo.

Con queste premesse non resterebbe che ripartire dalla consapevolezza e dall'entusiasmo degli ultimi minuti per aver ritrovato "un americano a Roma", in arte Charles Smith che troppo spesso in passato è scivolato nell'oscurità e sperare che la primavera schiuda le ali e scaldi le mani ai nostri tiratori in modo da poter trovare la chiave di volta per una squadra che fa ancora troppo spesso i conti con preoccupanti difficoltà intestine.

Cocco Rossi Stuart

 
   
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20/02/2011 - 18:15    Finale    T1   T2   T3   T4   Regular Season A 2010 - 4° Giornata Ritorno
 
  Lottomatica Roma   80    26     35     47     80      Arbitri: Guerrino Cerebuch - Paolo Quacci - Maurizio Biggi
   
  Air Avellino 70  18   36   51   70    Impianto: PalaLottomatica

[20-02-2011]

 
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