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Aumento degli assessori, le cose si complicano

opposizione del Partito democratico "un ingiustizia"

Da dodici a quindici e poi forse di nuovo dodici. Sembrava fatta per l’emendamento del vice sindaco di Roma Mauro Cutrufo, inserito nel milleproroghe, che consentiva di far lievitare a quindici gli assessori comunali. Alemanno pensava già a un possibile ingresso nella maggioranza della destra e magari anche dell’Udc, ma le cose potrebbero complicarsi.

L’emendamento, approvato dal Senato, dovrà passare ora alla camera, così come tutto il pacchetto milleproroghe. E a Montecitorio il Partito democratico promette battaglia. Per il Pd l’emendamento proposto da Cutrufo e approvato dal Senato è, senza giri di parole, “un’ingiustizia che ha poco a vedere con il funzionamento della macchina capitolina”. Per il Partito democratico lo scopo è quello di permettere l’allargamento della maggioranza, una questione quindi tutta interna che non ha senso risolvere con una legge nazionale.

Oltretutto, aggiungono gli esponenti democratici, l’emendamento farebbe lievitare i costi di gestione dell’amministrazione capitolina, in contrasto con gli inviti all’austerità del ministro Tremonti.

La replica di Mario Cutrufo non si è fatta attendere. Il vice sindaco di Roma ha ricordato che nella giunta Veltroni gli assessori erano sedici: normale quindi, per Cutrufo, riportarli almeno a quindici come era due anni fa.

Entro il 27 febbraio la camera dovrà dare il via libera al decreto milleproroghe: altrimenti il pacchetto decadrà. Possibile quindi, con i tempi stretti, che il govero ricorra al voto di fiducia, come accaduto al Senato.
 
 

[18-02-2011]

 
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