
Gli strascichi pesanti della crisi stanno portandosi
dietro l’aumento del numero di sfratti. I dati relativi all’ultimo anno, pubblicati dal ministero dell’Interno dopo le richieste insistenti dell’Unione inquilini, sono impressionanti: lo scorso anno a Roma sono aumentati del 15%. Un’emergenza sociale che morde di più la Capitale della provincia: a Latina l’impennata è stata dell’11, 1%; a Rieti del 9,9%.
È l’impossibilità di pagare il canone di affitto la causa principale dello stop alle locazioni da parte dei proprietari: sugli 8.729 casi del 2009, ben 5500 sono stati per
morosità, quasi 7 su 10. Difficoltà economiche che stanno interessando strati sempre più ampi della popolazione. Non si sfrattano più solo le fasce deboli, ma anche il ceto medio. Basta che in una famiglia uno dei due coniugi perda il lavoro per trascinarla al limite della soglia di povertà. Con la conseguente incapacità di pagare l’affitto.
L’Unione inquilini torna ora a chiedere al comune la pubblicazione di un nuovo bando per l’assegnazione delle case popolari. Inoltre, nell’immediato, serve una sorta di moratoria finanziata dall’amministrazione pubblica, analoga a quella già realizzata per i mutui bancari.
PROROGA - In attesa delle risposte del Campidoglio, una parziale buona notizia arriva dal
decreto Milleproroghe, approvato al Senato. Uno degli
emendamenti ha inserito il rinvio, per le sole categorie svantaggiate, del termine degli sfratti: se sarà approvato anche alla Camera,
l’esecutività passerà dal dicembre 2010 al 31 dicembre 2011. Proprio il timore della proroga potrebbe portare però all’accelerazione ulteriore delle esecuzioni già vista negli ultimi giorni.