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Riapertura del Luneur ancora lontana

i residenti raccolgono più di 400 firme

Le giostre all'Eur non ci sono più, ormai sono ferme da tre anni. Gli unici ospiti del Luneur, il parco dei divertimenti più antico d'Italia, sono i rifiuti, le erbacce e gli animali che si annidano dove è l'abbandono e l'incuria a farla da padrone.

Le attrazioni cigolano solo al passaggio del vento e per far sì che riprendano a "vendere sogni" i residenti e molti ex dipendenti hanno raccolto oltre 400 firme. Nel frattempo c'è attesa per la sentenza del Tar che dovrebbe fare un po' di chiarezza sulla cessata attività del parco dei divertimenti e sul futuro di 150 famiglie che avevano investito sulla struttura, quando, nel 1961, è diventato permanente.

Al momento la raccolta di firme è solo al primo atto, ma i residenti dell'Eur non hanno intenzione di tirarsi indietro in attesa della sentenza del Tar in cui i giudici dovrebbero pronunciarsi entro la fine di marzo. Il ricorso, presentato dai sub concessionari, riguarda la validità del bando che ha assegnato la locazione del parco a Cinecittà Entertainment, risultata vincitrice nel giugno del 2008 ed entrata poi prevedendo un investimento di circa 16 milioni. Ma in campo c'è anche la Luneur Park Spa, titolare del contratto di locazione dal febbraio 2008 e in possesso dell'area dal luglio 2009. Insomma la situazione è parecchio intricata e per il momento a rimetterci sono soprattutto i residenti e gli ex lavoratori del lunapark più antico d'Italia.
 
TAG: luneur
 

[17-02-2011]

 
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