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Approvato al Senato l'aumento di 1€ del biglietto del cinema

Favorevoli e contrari al "contributo speciale": dai la tua opinione.

Il cd. Decreto Milleproroghe, approvato poche ore fa con voto di fiducia al Senato, aveva scatenato reazioni divergenti già nei giorni scorsi. Rivediamo le posizioni delle associazioni e persone intervenute, aspettando gli sviluppi della vicenda.

Approvata dal Senato l'applicazione di un “contributo speciale” temporaneo corrispondente ad un aumento di 1€ del biglietto del cinema a partire dal 1 Luglio 2011 fino al 31 Dicembre 2013, il decreto passa ora alla Camera dei Deputati. Il prelievo servirebbe a finanziare le agevolazioni fiscali (tax credit e tax shelter) già in vigore per il settore dello spettacolo.
Mentre il Governo discute il rinnovo della normativa fiscale agevolata – che sembra aver dato risultati positivi secondo le associazioni di categoria del settore e di cui si chiede da più parti una programmazione a lungo termine – si cercano quindi contemporaneamente fondi per finanziare la sua applicazione immediata.

Le associazioni di categoria sono unanimi nel chiedere il rinnovo dei meccanismi del tax credit e del tax shelter, che non impegnano fondi pubblici ma agevolano l’investimento privato nel settore, catturando anche fondi provenienti da investitori finora estranei al mondo della produzione cinematografica.
Le posizioni divergono – e molto – quando si discute dei vantaggi e svantaggi della nuova tassa sul biglietto, che colpisce in ugual misura sale di prima visione e sale d’essai e dalla quale sono esentate solo le comunità ecclesiastiche e religiose.

Il Presidente dell’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) Paolo Protti teme che l’aumento del prezzo del biglietto sia “inevitabilmente pagato dagli spettatori, con ovvia contrazione di pubblico e messa in crisi di molte delle sale più impegnate nella diffusione del prodotto nazionale e di qualità”.
L’opportunità di ridistribuire il peso dell’aumento su tutti gli operatori del settore, e non solo sugli spettatori, è sottolineata anche dall’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) che sostiene anche la richiesta della FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) di esentare dal provvedimento le circa ottocento sale d’essai italiane.

Ma l’aumento del biglietto porterà a una riduzione del numero di spettatori in sala? Opinioni molto diverse dividono anche lavoratori degli stessi settori: secondo il regista Fausto Brizzi e l’attore Claudio Amendola non sarà un euro a fare la differenza. “Parliamoci chiaro – spiega Amendola - non è che l'Italia sia un paese di cinefili appassionati. Di media gli italiani vanno al cinema due, massimo tre volte l'anno. Le sale non si svuoteranno per un euro in più così come non si riempirebbero se il biglietto costasse due euro in meno”.

Di parere contrario Giulio Scarpati, Presidente del Sindacato Attori, preoccupato che il provvedimento colpisca maggiormente le fasce più deboli “come ad esempio i giovanissimi o anche gli anziani che vanno al cinema e per cui un euro può fare la differenza”.
L’aumento del prezzo del biglietto è mal digerito dai suoi oppositori perché si accompagna alla “ totale assenza di qualsiasi provvedimento significativo a favore del Fondo unico dello spettacolo (Fus) 2011, tagliato di quasi il 40%”, come ricorda l’AGIS. I provvedimenti del Governo appaiono quindi a molti privi di coerenza e, a lungo andare, potenzialmente controproducenti.

Dei tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo ha sofferto non solo il cinema ma anche il teatro e allora ecco l’opinione di Michele Placido che – davanti alla necessità di aumentare i fondi pubblici a disposizione del settore – sottolinea come il “contributo straordinario” sia proposto a carico della forma di spettacolo più economica.
Non sono d’accordo invece le associazioni dei consumatori e dei cittadini aderenti al  Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Casper): i cinema italiani sono più economici di altre forme di spettacolo ma “sono tra i più cari del mondo e il costo medio di un biglietto è pari a 7,50/8,00 euro, mentre per le visioni di film in 3D può arrivare a 12 euro. Grazie a questo provvedimento, un biglietto arriverà a costare 9 euro, 13 euro per i film in 3D”.

Altro scontro tra gli esercenti, che minacciano la serrata delle sale e il boicottaggio dei film italiani per protestare contro il possibile calo di spettatori – dopo un annata molto favorevole per le nostre produzioni – e i 100 Autori. Andrea Purgatori, coordinatore del Direttivo, sottolinea che: “gli esercenti già godono di una percentuale Iva al 10%, invece che al 20 e dal 1999 sono anche liberi dalla tassa sullo spettacolo”.
Prima che il decreto fosse approvato dal Senato Purgatori considerava che, comunque, ci sarebbe stato "tutto il tempo per effettuare dei miglioramenti che possano distribuire il prelievo su tutta la filiera, come chiede l'Anica, ed esentare dal provvedimento le sale d'essai, come è stato fatto per quelle parrocchiali”.



 
 

[16-02-2011]

 
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