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Il cigno nero

di Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Vincent Cassel

di Svevo Moltrasio

Il sogno di Nina finalmente si avvera: dopo tanti sacrifici il ruolo di prima ballerina ne Il lago dei cigni è suo. Tra allenamenti, difficoltà e prove, dovrà tenere alta l'attenzione senza farsi schiacciare dalle aspettative.

Dopo il Leone d’oro ottenuto con THE WRESTLER, Darren Aronofsky è tornato al Festival di Venezia con la nuova pellicola che però, a quanto pare, è stata accolta molto male dalla critica italiana. Il film si è preso la rivincita, con gli interessi, andando incontro ad un insperato successo di botteghino in patria e agli osanna della critica statunitense. Protagonista assoluta Natalie Portman, grande favorita agli imminenti Oscar hollywoodiani – il film è stato nominato in tutte le categorie maggiori -.

Come nella pellicola precedente, Aronofsky, cuce l’opera sul personaggio principale, qui una giovane e ambiziosa ballerina che seguiamo quotidianamente nella rapida ascesa al successo, diventando la prima etoile di un’importante compagnia impegnata ne Il lago dei cigni. Il trionfo professionale si sposa però con complicazioni e debolezze psicologiche della ragazza, sempre sull’orlo della debacle, schiacciata dalle ambizioni di perfezione, dalla competizione e dal lato oscuro del personaggio da interpretare – il cigno nero del titolo -. Accanto a lei un’umanità – la madre, il regista, la collega, la ex prima ballerina – dall’aria losca e minacciosa.

Ma lo sono veramente o è la paranoia della protagonista a mostrarceli così? Poco importa, perché il trucco è svelato dopo pochi minuti e Aronofsky non si preoccupa di andare oltre allo scontato delirio narrativo che scena dopo scena si fa sempre più claustrofobico, fino alla catarsi finale. La confezione, finché si limita a mostrare è impeccabile – i balletti, le scenografie -, appena vira verso i toni neri che dovrebbero arricchire di sfumature e di senso la pellicola, si fa dozzinale, con visioni e spaventi di bassa caratura horror. Droga, sangue, sesso lesbico e musica classica, il mix è servito e la facciata da grande film apparecchiata, ma l’anima è vecchia e di maniera, come l’interpretazione della protagonista.
 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[16-02-2011]

 
 
 
 
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