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"Se non ora quando", piazza del Popolo stracolma

sciarpe bianche e nessun simbolo di partito

"Se non ora quando? Adesso!". Con l'urlo d'indignazione partito dal palco di piazza del Popolo e riecheggiato sulla terrazza del Pincio è iniziata a Roma la giornata di mobilitazione per rivendicare la dignità del sesso femminile in Italia. Sono 230 gli appuntamenti nel Paese, previste moblitazioni anche ad Auckland, Amsterdam, New York, Parigi, Bruxelles, Boston, Honululu, Jakarta, Seoul, Washintgon e Tokyo.

Tre ore, dalle 14 alle 17, dedicate al ruolo nel mondo politico e sociale che le donne vorrebbero avere, per riaffermare la propria dignità scalfita ultimamente dall'immagine femminale trasmessa in Italia e nel resto del Mondo, a seguito degli scandali legati alle frequentazioni notturne del premier.
Tantissime donne e molti gli uomini presenti nella piazza romana, in cui Isabella Ragonese, attrice non ancora 30enne, ha dato il via alla manifestazione. "Sono una bambina, non ho fatto il femminismo, sono una precaria, sono una madre, sono una commessa, un'impiegata e oggi mi dimetto da tutto. Oggi 13 febbraio scendo in piazza", ha detto tra gli applausi di migliaia di persone. Poi un gruppo di giovani attrici, salite sul palco di piazza del Popolo a Roma, ha letto una serie di mails inviate da giovani, meno giovani, madri e precarie. Un momento commovente è stato offerto alla piazza da un messaggio letto dall'attrice Angela Finocchiaro: "Le donne mi hanno sempre sorpresa: sono forti, hanno la speranza nel cuore e nell'avvenire". Una frase di Monica Vitti, da tempo lontana dalle scene per problemi di salute.

Presente sul palco di piazza del Popolo anche Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera ed esponente di Futuro e Libertà: alla trasmissione "In 1/2 ora" ha precisato di non voler "criticare i festini hard, ma di farlo quando diventano sistema di selezione della classe dirigente". Non solo donne a sostegno della mobilitazione ma per l'appunto anche di governo. Mariastella Gelmini ha commentato: "Le donne che scendono oggi in piazza sono solo poche radical chic che manifestano per fini politici e per strumentalizzare le donne. Non vengano a raccontarci - ha proseguito la Gelmini - di voler difendere la loro dignità, quando sono le prime a bollare automaticamente come prostituta qualsiasi donna metta piede in casa del premier". Non si è fatta attendere la replica, affidata alla segretaria della Cgil Susanna Camusso: "La Gelmini ha perso un'altra occasione per tacere".

Fra gli uomini presenti in piazza la testimonianza dell'attore romano Ascanio Celestini, che si augura: "Penso che sia importante che in Italia le manifestazioni si trasformino da rito occasione a presidio permanente, che la politica si faccia sul posto di lavoro e nelle scuole dove si portano i figli".
 
 

[13-02-2011]

 
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