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Senna

di Asif Kapadia

di Flavia D'Angelo

Il brasiliano Ayrton Senna è stato il protagonista della Formula Uno dal suo debutto nel 1984 fino alla tragica morte, a soli trentaquattro anni, nel 1994.
Celebre per la sua rivalità con il francese Alain Prost, Senna era motivato da una forte spiritualità e da un altrettanto forte spirito di competizione, combinazione che lo portò a vincere tre titoli mondiali. Con la scomparsa in un fatale incidente di gara la sua fama superò i limiti del mondo della Formula Uno per farlo diventare uno degli sportivi più amati di tutti i tempi.

SENNA – diretto dal regista inglese di origine indiana Asif Kapadia e neo-vincitore del World Cinema Documentary Audience Award al Sundance Film Festival – è un film-documentario che aggrega materiali di diversa provenienza. Le immagini provengono da riprese in 35mm e in Super8, da filmati concessi dalla famiglia Senna, da Youtube e dagli archivi della Formula Uno. Senna, negli anni più intensi della sua carriera, fu ripreso da decine di telecamere in ogni occasione pubblica, fatto che ha permesso a Kapadia di montare cambi di angolazione delle riprese quasi impensabili quando si lavora su materiale d’archivio.

Kapadia rinuncia alla formula classica dell’intervista documentaria, relegando i contributi dei protagonisti di quegli anni a voci-off. Nel raccontare un mondo che unisce la prestazione umana a quella meccanica, il film sceglie di mettere al centro della storia la presenza fisica di un uomo giovane e di talento, lasciando ai testimoni il commento degli eventi. Il film gioca elegantemente con cambi di prospettiva che avvicinano lo spettatore alla tensione del pilota, per poi allontanarsene, allargando lo sguardo a una visione corale del mondo della Formula Uno, in grado di fornire uno scenario drammaturgicamente perfetto alla parabola dello sportivo.

Il dramma legato alla prematura scomparsa di Senna s’inserisce in un quadro narrativo equilibrato, elemento non trascurabile se vogliamo parlare di film-documentario. Il genere si presta, infatti, a diverse finalità ed è merito ulteriore di regista e produzione aver scelto una strada inusuale dal punto di vista formale. Parole, immagini e musica (notevole e mai invadente la colonna sonora di Antonio Pinto) riescono a raccontare una vita straordinaria, amalgamando – e rispettando – l’unicità dell’esperienza umana di Senna con gli elementi più potenti dell’epica classica.
 



votanti: 5
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Kapadia
 

[10-02-2011]

 
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