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''Anticaja & Petrella'', sgombero rimandato

non può pagare l'affitto, si barrica nel locale

L'ingresso dell'associazione culturale Anticaja & Petrella

Sono le quattro di notte e alle spalle di largo Arenula, davanti allo storico locale Anticaja e Petrella, si è riunita una ventina di persone. Sono gli amici di Enzo Petriacci, l’uomo a cui il Vaticano ha chiesto indietro i locali concessi in affitto.

Anticaja e Petrella è un’associazione che da anni promuove e favorisce il reintegro nella società di ex detenuti e tossicodipendenti, insegnando loro i mestieri di una volta, come quello del restauratore. Petriacci, però, costretto a letto dalla malattia, non può pagare i 7000 euro mensili d’affitto chiesti dalla santa sede, né tantomeno è disposto a subire lo sfratto, previsto per le 08.30. Da ieri sera si è chiuso dentro, una barricata di mobili davanti alla porta, una catena sull’inferriata e un’apecar parcheggiata fuori a sbarrare il passaggio.

Alle sei e mezza i primi poliziotti in borghese passano a valutare la situazione, gli amici di enzo vogliono solo che il vaticano alleggerisca le sue richieste e che l’uomo non commetta sciocchezze. Alle otto, all’arrivo delle forze dell’ordine, la situazione sembra sfuggire di mano: petriacci si alza barcollando dal letto, cosparge pavimento e barricata con litri e litri benzina e minaccia di dar fuoco a tutto. L’intervento della polizia è fulmineo; i vigili del fuoco, accorsi nel frattempo, sfondano la porta e chiudono la strada ambo i lati. L’ambulanza, sopraggiunta da poco, per fortuna non serve e nel giro di un’ora tutto sembra tornare all’ordine, soprattutto perché l’ufficiale giudiziario ha notificato che lo sfratto è stato prorogato al 24 maggio.

 
 

[26-03-2007]

 
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