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I pugni in tasca

Il film-cult del 1965 di Marco Bellocchio al Quirino nella versione teatrale firmata da Stefania De Santis

Dalle sale cinematografiche alle platee teatrali, “I pugni in tasca”, il film-cult del 1965 firmato da Marco Bellocchio considerato anticipatore delle atmosfere sessantottine, è approdato dall’altra sera, molto applaudito, sul palcoscenico del Teatro Quirino di Roma. A firmare la messinscena è Stefania De Santis su copione dello stesso Marco Bellocchio, presente alla 'prima' romana.

All'interno della casa a due piani che dà su un parco si muovono il figlio del regista Pier Giorgio Bellocchio nel ruolo di Alessandro, Ambra Angiolini in quello della sorella Giulia, Giovanni Calcagno nel fratello disabile Leone, Fabrizio Rongione nell'altro fratello Augusto, Aglaia Mora in Lucia, sua fidanzata, mentre a Giulia Weber è affidato il ruolo della madre cieca.
"In tutti questi anni - confessa Bellocchio - mi sono state proposte varie riduzioni teatrali del mio film, ma in nessuna mi pare vi fosse un'idea nuova.

Ora spero di non essere caduto negli stessi errori. Oggi penso a questo lavoro come a un dramma della sopravvivenza, in una famiglia dove l'amore è del tutto assente: si vive in un deserto di affetti, senza nessuna prospettiva per il futuro, una situazione di immobilità assoluta, che fa pensare a un carcere o a un manicomio; senza speranza di guarigione, di rieducazione, di riabilitazione, di rinascita".

Molto marcati risultano i profili dei quattro fratelli, vestiti da Giorgio Armani con costumi di taglio anni Sessanta, per le musiche di Ennio Morricone come nel film. Giulia è una donna annoiata e narcisa; Leone un disabile maltollerato e represso; Augusto normalizzatore e autoreferenziale; Alessandro diabolico e ribelle. Sarà lui a decidere i destini immediati di ciò che resta della 'famiglia', con "un progetto di morte - come sottolineano le note di regia - che nella sua mente assomiglia a un progetto di vita", per illudersi di conquistare finalmente quella che ritiene essere la normalità.

[07-02-2011]

 
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