Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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Il pallonaro Roma
 
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La Roma dura un tempo, poi l'Inter dilaga

Rocambolesco 5-3 a San Siro. Ai giallorossi non basta la rimonta da 4-1 a 4-3.

Dura 45 minuti, la buona prova della Roma in casa dell’Inter. E’ invece il secondo tempo, a spegnere i residui sogni di gloria in casa giallorossa: i nerazzurri si dimostrano più forti e più organizzati, mentre i capitolini si sciolgono sotto i colpi degli errori individuali (pur mostrando buon carattere). Nel complesso, ne esce una partita avvincente, con una girandola di emozioni favorita da difese tutt’altro che irresistibili. A fare la differenza (in negativo) sono soprattutto Julio Sergio e Burdisso.
Assenti Totti e Mexes, Ranieri opta per il tridente Vucinic-Menez-Borriello (con quest’ultimo acciaccato) in attacco e per Perrotta, Fabio Simplicio e De Rossi trio di centrocampo. Nell’Inter, invece, confermatissimo Pazzini in attacco, mentre a centrocampo, assieme a Cambiasso e Thiago Motta c’è Kharja. Bastano 3 minuti, perché gli equilibri si rompano. 3 minuti servono infatti a Sneijder, tornato a dare fantasia ai nerazzurri, per piazzare un siluro dal limite sotto al sette e freddare Julio Sergio. Ma, di fronte a un’Inter che fa la partita, la Roma c’è, e c’è soprattutto nel tridente avanzato, quando viene supportato dalle discese dei terzini e dagli inserimenti di Fabio Simplicio. Dopo 6 minuti Borriello impegna Julio Cesar con un bel diagonale, ma basta attendere il 12’ perché il pari divenga realtà: azione avvolgente dei giallorossi, cross basso dalla destra di Cassetti e tocco vincente in scivolata di Fabio Simplicio. Al 15’, anzi, la Roma rischia di andare in vantaggio, e Julio Cesar è costretto a tre miracoli consecutivi nella stessa azione, prima su Menez, poi su Borriello e infine ancora su Menez. L’Inter pareggia il numero di occasioni rocambolesche al 27’, quando prima Thiago Motta e poi Cambiasso non riescono a ribadire in rete una corta respinta di Julio Sergio. Simplicio, invece, ha l’occasione del raddoppio al 34’, quando, messo davanti al portiere da Menez, non trova il tempo della conclusione grazie alla grande uscita di Julio Cesar. In effetti, nel primo tempo la differenza la fanno i portieri, e appena un minuto dopo l’Inter torna in vantaggio grazie a un regalo di Julio Sergio, che si fa passare sotto le mani un diagonale di Eto’o tutt’altro che imprendibile. E’ la prima svolta di una partita che, in ogni caso, sembra restare aperta a tutti i risultati.
Il secondo tempo si apre a ritmi più compassati, pur confermando il copione dell’Inter a fare la partita e della Roma a cercare le ripartenze. Fino al 17’, quando arriva la seconda svolta del match: nell’arco della stessa azione, Burdisso prima sbaglia il movimento del fuorigioco e poi stende Pazzini in area lanciato a rete. Espulsione e rigore, che Eto’o trasforma. Le contromosse di Ranieri sono da rappresentate da Loria per Menez (consueto eccesso di prudenza) e Taddei per Perrotta. Preso il terzo gol, la Roma inizia a sbandare paurosamente, e c’è bisogno del miglior Julio Sergio (quello che, purtroppo, non s’è visto nel primo tempo) per evitare il peggio. L’argine dura fino al 27’, quando Thiago Motta corregge in rete da due passi una torre di testa di Eto’o. A questo punto, una Roma che sembrava morta all’improvviso, sia pur confusamente, risorge. Alla mezz’ora Vucinic spedisce in rete una punizione sbagliata di De Rossi. Al 36’, invece, è l’uomo che non t’aspetti, ovvero Simone Loria, a riaprire momentaneamente la partita, risolvendo in rete un’azione di calcio d’angolo. Con la Roma in dieci e sbilanciata alla ricerca del pari, l’Inter per due volte danza nell’area giallorossa, e nella seconda circostanza trova il quinti gol che chiude la partita, grazie a Cambiasso.
Dunque, la Roma saluta il circolo delle grandi, e con questa gara definisce una stagione che sarà improntata, salvo clamorose sorprese, alla lotta per l’ingresso in Champions. Salta anche la regola che aveva visto, fin qui, i giallorossi particolarmente efficaci contro le grandi squadre. Stavolta la differenza con l’Inter s’è vista tutta. Ora è importante riprendersi immediatamente, per non compromettere quello che, visti i  valori in campo e vista la dinamica di questo campionato, rappresenta davvero il minimo sindacale, ovvero l’ingresso in Europa per la porta principale.

Simone Luciani

Inter-Roma 5-3

INTER: Julio Cesar; Maicon, Ranocchia, Cordoba, Zanetti; Kharja, Thiago Motta, Cambiasso; Sneijder (dal 30’ s.t. Nagatomo); Pazzini (dal 25’ s.t. Milito), Eto’o. (Castellazzi, Materazzi, Obi, Coutinho, Pandev). All. Leonardo.
ROMA: Julio Sergio; Cassetti, N. Burdisso, Juan, Riise; Simplicio (dal 25’ s.t. Greco), De Rossi, Perrotta (dal 21’ s.t. Taddei); Menez (dal 19’ s.t. Loria); Borriello, Vucinic (Doni, Castellini, Brighi, Rosi). All. Ranieri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni.
MARCATORI: Sneijder (I) al 3’, Simplicio (R) al 13’, Eto’o (I) al 35’ p.t; Eto’o su rigore al 18’, Thiago Motta (I) al 26’, Vucinic (R) al 30’, Loria (R) al 36’, Cambiasso (I) al 45’ s.t.
NOTE: spettatori 60mila circa. Espulso Burdisso al 17’ s.t. per gioco scorretto su chiara occasione da gol. Ammoniti Kharja, Borriello, De Rossi per gioco scorretto. Angoli: 4-2. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 3’.

[07-02-2011]

 
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