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Dichiarazione di Berlino: leader europei fissano nuove scadenze

Riforme istituzionali entro giugno 2009

Un elenco di valori comuni e di interessi e intenzioni politiche congruenti. Una trentina di righe non molto diverse dalle tante posizioni e dichiarazioni comuni già diffuse in passato. Un testo piatto, ma solo fino alla decisiva ultima riga. La Dichiarazione di Berlino, firmata oggi dai leader dei 27 paesi dell'Unione europea, è come la sceneggiatura di un thriller ben scritto: bisogna aspettare la fine per il colpo di scena che giustifica il prezzo del biglietto. E sì perché, dopo il solito polpettone di buoni principi (che si fa notare più che per il contenuto, per ciò che invece non c'è, e in particolare l'accenno alle radici cristiane - tanto richieste da alcuni forse proprio perché sempre meno rilevanti per molti), all'ultimo giunge un impegno concretto con una chiara scadenza: il futuro dell'Europa è la priorità e quindi bisogna rompere l'impasse sulla Costituzione europea, dopo i colpi di due anni fa di francesi e olandesi. E se il nome Costituzione verrà sacrificato, si va avanti lo stesso purché si porti avanti "l'obiettivo di rinnovare le fondamenta dell'Unione europea", cioè di avviare quelle necessarie riforme istituzionali (presidenza permanente, ministro degli Esteri europeo, riduzione dei commissari e così via) che sono parte integrante del testo costituzionale. Il tutto da farsi entro il 2009, prima delle elezioni per il nuovo Parlamento europeo, in agenda nel giugno dello stesso anno. Il metodo non è indicato nel testo, ma il cancelliere tedesco e presidente di turno dell'Ue, Angela Merkel, lo ha spiegato in conferenza stampa: una conferenza intergovernativa sarà convocata al termine della sua presidenza dell'Ue, cioè dopo il giugno 2007. Può sembrare un'altra vuota formula burocratica, ma è il modo che ha portato alla nascita del mercato unico, dell'Unione europea e della stessa poco fortunata Costituzione.

Di seguito il testo integrale della Dichiarazione di Berlino che celebra il cinquantesimo anniversario dei Trattati di Roma con cui è stata creata la Comunità economica europea (Cee) e l'agenzia atomica europea (Euratom):

Noi mettiamo all'opera i nostri ideali comuni in seno all'Unione europea. L'uomo è al cuore della nostra azione. La sua dignità è inviolabile. I suoi diritti inalienabili. Le donne e gli uomini sono uguali. Noi aspiriamo alla pace e alla libertà, alla democrazia e allo stato di diritto, al rispetto reciproco e alla responsabilità, alla prosperità e alla sicurezza, alla tolleranza alla partecipazione, alla giustizia e alla solidarietà. Il modo in cui viviamo e lavoriamo insieme nel quadro dell'Unione europea è unico nel suo genere, come testimonia la cooperazione democratica degli Stati membri e delle istituzioni europee.


L'Unione europea poggia sull'uguaglianza dei diritti e sulla solidarietà. Così, conciliamo in maniera equa i differenti interessi degli Stati membri. Noi proteggiamo l'identità e le tradizioni diverse degli Stati membri in seno all'Unione europea. Le frontiere aperte e la formidabile diversità delle nostre lingue, delle nostre culture e delle nostre regioni sono per noi una fonte di arricchimento reciproco. Sono numerosi gli obiettivi che non possiamo che raggiungere insieme e non da soli. I compiti sono divisi tra l'Unione europea, gli Stati membri e le loro autorità regionali e locali. Noi dobbiamo raccogliere le grandi sfide che non conoscono frontiere nazionali. La nostra risposta è l'Unione europea. Solamente insieme potremo preservare il nostro ideale europeo di società nell'interesse di tutti i cittadini dell'Unione europea. Questo modello europeo concilia la riuscita economica e la solidarietà sociale. Il mercato unico e l'euro ci rendono forti. Noi possiamo così gestire, nell'interesse, nel rispetto dei nostri valori, l'internazionalizzazione crescente dell'economia e una concorrenza sempre più viva sui mercati internazionali.


L'Europa è ricca di conoscenza e di saperi dei suoi cittadini; questa è la chiave della crescita, dell'occupazione e della coesione sociale. Noi lotteremo insieme contro il terrorismo, la criminalità organizzata e l'immigrazione illegale, difendendo le libertà e i diritti dei cittadini, compresi quelli di coloro che li minacciano. Il razzismo e la xenofobia non devono mai più avere una possibilità di imporsi. Noi ci mobiliteremo affinchè i conflitti nel mondo si regolino in maniera pacifica e affinchè gli uomini non siano vittime della guerra, del terrorismo o della violenza. L'Unione europea vuole incoraggiare la libertà e lo sviluppo nel mondo. Vogliamo contrastare la povertà, la fame e la malattia e continuare a giocare un ruolo principale in questo campo. Abbiamo la ferma intenzione di progredire insieme del campo della politica energetica e della protezione del clima e contribuire a lottare contro la minaccia del cambiamento climatico nel pianeta. L'Unione europea continuerà a nutrirsi allo stesso tempo della sua apertura e della volontà dei suoi Stati membri di approfondire il suo sviluppo interno. Essa continuerà a promuovere la democrazia, la stabilità e la prosperità al di là delle sue frontiere. Grazie all'unificazione europea il sogno delle generazioni precedenti è divenuto realtà. La nostra storia ci impone di preservare questa possibilità per le generazioni future. Per questo dobbiamo adattare sempre la costruzione politica dell'Europa alle nuove realtà. È per questa ragione che oggi, cinquant'anni dopo la firma dei trattati di Roma, noi condividiamo l'obiettivo di rinnovare le fondamenta dell'Unione europea da qui alle elezioni del Parlamento europeo del 2009. Perchè noi lo sappiamo bene, l'Europa è il nostro futuro.

[25-03-2007]

 
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