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Rugby, Italia beffata 11-13 dall’Irlanda

Azzurri sconfitti nella prima giornata del 6 Nazioni. Il cuore dell’Italia non basta a piegare l’Irlanda che con un drop decisivo al 78° espugna il Flaminio

L’Italia del rugby illude il Flaminio. Gli azzurri escono sconfitti contro l’Irlanda per 11-13, al termine di una partita giocata come al solito (cuore, difesa e poco altro) ma che a quattro minuti dalla fine sembrava vinta. Invece un drop di O’Gara ristabilisce i valori in campo. Azzurri che sprecano quindi l’ennesima occasione, contro un’Irlanda non bella, imprecisa, che domina la parte centrale del match ma raccoglie poco.

I primi minuti sono tutti di marca azzurra. È un’Italia volitiva quella che scende in campo, decisa a voltare pagina. Funziona bene la touche, fondamentale che sembra finalmente essere stato risolto: lì Zanni e Dellapè non sbagliano nulla e l’Italia marca già dopo cinque minuti con la punizione di Mirco Bergamasco (per lui oggi 2/4 dalla piazzola). L’Irlanda non è in giornata, lo si capisce subito: i verdi ci mettono tantissimo a carburare. Nei primi minuti sono lenti e la difesa italiana regge bene gli attacchi avversari. La mediana azzurra formata da Gori e Burton, sulla quale c’era tanta curiosità, dura solo dieci minuti: il giovane Gori esce per infortunio e lascia il posto a Canavosio. Ma gli equilibri non ne risentono. L’Irlanda comincia ad accelerare solo verso la metà del primo tempo. È Sgarbi a salvare l’Italia, placcando Sexton lanciato in meta. Un paio di minuti dopo a tenere in piedi il vantaggio azzurro è McLean, ma i verdi piantano le tende nella metà campo dei padroni di casa. Se non fosse per l’imprecisione nel controllo di palla (prima Earls, poi D’Arcy, poi O’Driscoll dopo un up & under) gli ospiti potrebbero rompere l’argine dei padroni di casa. Al 27° l’Irlanda trova comunque il pari, con il calcio di punizione di Sexton. Già alla mezz’ora Mirco Bergamasco potrebbe riportare l’Italia avanti, ma fallisce la punizione. Si rifarà allo scadere, quando dalla piazzola spedisce l’ovale tra i pali e porta i suoi nello spogliatoio sul 6-3.

Il secondo tempo dell’Italia comincia il salita. L’Irlanda costruisce un attacco a ridosso della linea di meta azzurra. Sexton sembra sbagliare il lato dove sceglie di aprire, ma tiene comunque palla. L’ovale schizza dalla ruck e finisce nelle mani di O’Driscoll che si infila in meta senza che Castrogiovanni e Perugini riescano a fermarlo. Sexton trasforma, il tabellone dice 6-10 e cambia la storia della partita: l’Italia a questo punto deve rincorrere. Mallett manda in campo forze fresche: il primo cambio è Bernabò per Sole, ma segnali di risveglio non ce ne sono. E infatti l’Irlanda domina: stabilmente nella metà campo azzurra, potrebbe chiudere la partita ma non ci riesce. Al 58° D’Arcy controlla male un pallone che andava solo preso e appoggiato in meta. Cinque minuti dopo O’Driscoll apre malamente per McFadden un ovale semplice e butta un’altra facile occasione per marcare. E così l’Italia, un po’ per meriti propri, un po’ per demeriti degli avversari, si ritrova a quindici minuti dal termine ancora con la possibilità di vincere. E decide di raschiare il fondo del barile, attingere alle ultime energie per provarci. Al 66° gli azzurri si portano nei 22 avversari con una punizione calciata in touche. Buona la maul, la spinta c’è e i verdi sono costretti al fallo. L’Italia sceglie la mischia, che l’Irlanda affossa un paio di volte tanto che il pilone Healy viene richiamato dall’arbitro. Dall’ennesima mischia ordinata Parisse cerca l’affondo, ma viene fermato: la palla rimane viva, viaggia fino a Sgarbi che non trova il varco e l’Irlanda libera. Ma gli azzurri insistono, approfittando anche del cartellino giallo alla terza linea Leamy che costringe gli ospiti a dieci minuti finali di sofferenza. E la meta infatti arriva. L’Italia va in touche, Zanni afferra l’ovale e intorno a lui si organizza una buona maul. È sempre Parisse a staccarsi per sfondare, ma viene fermato. La palla però esce di nuovo, gli azzurri la fanno viaggiare veloce. È bellissimo lo scambio Masi-Garcia-McLean che vale la meta per l’Italia. Il Flaminio esplode: quattro al termine e azzurri avanti 11-10. Mirco Bergamasco sbaglia però la trasformazione che potrebbe dare ossigeno e l’Irlanda è lucida e pratica nel lanciare l’ultimo, decisivo  attacco. Palla rigettata nella metà campo azzurra, ovale conquistato e intelligente costruzione per il drop di O’Gara che non sbaglia e strozza il grido di vittoria dei tifosi del Flaminio: 11-13. Inutile la risposta degli azzurri, che provano a cercare una punizione, non trovandola, e decidono di tentare l’ultima disperata carta con il drop di Orquera, costruito però male ed eseguito peggio.

Finisce così: 11-13. L’Italia perde una partita che non avrebbe meritato di vincere ma che nonostante tutto stava vincendo. Affrontare squadre superiori ma in giornata storta e non riuscire a prevalere è peccato mortale. Oltre che un brutto vizio che l’Italia deve togliersi.

Antonio Scafati

[06-02-2011]

 
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