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Biutiful

di Alejandro Gonzalez Inarritu. Con Javier Bardem

di Alessio Palma

Uxbal è un uomo alla deriva. Una situazione familiare disastrata fatta di litigi e riappacificazioni con la donna da cui ha divorziato. Due figli da mantenere che vede di rado. Tira avanti gestendo loschi traffici e attività clandestine in una Barcellona ostile e soffocante. Infine, ha un cancro in fase avanzata.

Per la prima volta nella sua carriera, Inarritu affronta un soggetto del tutto lineare, dopo la struttura a mosaico di BABEL, 21 GRAMMI e gli intrecci di storie di AMORES PERROS. BIUTFUL è costruito sul corpo dolente di Bardem, attore sempre più maturo e in grado di sostenere il peso di un intero film sulle sue spalle. Il suo personaggio è al tempo stesso amorevole e sgradevole, ambiguo e tenero, umano e ultraterreno: tra le sue precarie attività, infatti, c’è anche quella di medium durante i funerali.

Uxbal si mette in contatto con le anime dei morti (un aspetto che lo avvicina curiosamente ad un altro personaggio recente, il Matt Damon di HEREAFTER) ma stenta a trovare la giusta via di comunicazione verso i suoi due bambini, le uniche persone che gli offrirebbero un appiglio di serenità nell’inferno in cui sta sprofondando. Barcellona non è mai stata così poco folcloristica: Inarritu ne riprende gli anfratti più bui, il sottosuolo brulicante di un’umanità precaria che si gioca la vita (letteralmente, come dimostra una delle scene più impressionanti) pur di sopravvivere.

Che cos’è allora che non convince, in questo film evidentemente così sentito? Il problema è una sceneggiatura dalle maglie troppo larghe. Uxbal è il centro motore della pellicola, ma il suo campo di relazioni è descritto con approssimazione. Gli altri personaggi sono appena sbozzati. Non si crea, dunque, quell’alchimia tra personaggio e contesto, quella densità di conflitti che riscatterebbe il film da un’eccessiva monotonia. Inarritu è un regista talentuoso ma dovrebbe avvalersi finalmente di uno sceneggiatore solido; accantonati gli andirivieni temporali di Arriaga, il sodalizio con Armando Bo e Nicolas Giacobone ha prodotto un film maggiormente umanista ma dal respiro corto. Non soffriamo veramente con Uxbal, ammiriamo piuttosto la prova d’attore. Succede quando si ha un personaggio forte ma non un’idea di mondo nel quale farlo vivere.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - inarritu - bardem
 

[03-02-2011]

 
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