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I fantastici viaggi di Gulliver

di Rob Letterman. Con Jack Black, Emily Blunt

di Clelia Verde

Lemuel Gulliver è un addetto alla posta di un quotidiano di New York che ottiene con l'inganno l'incarico di scrivere un pezzo sul triangolo delle Bermuda. Recatosi sul posto viene invece trasportato da una tempesta in una terra sconosciuta, Lilliput. In questo mondo minuscolo Gulliver si fa presto la fama di eroe prendendosi il merito delle maggiori invenzioni del suo mondo, collocandosi al centro degli eventi storici più rilevanti e conducendo i suoi nuovi amici in coraggiose battaglie. Ma quando Gulliver perde e mette in pericolo i lillipuziani, deve trovare il modo di aggiustare la situazione.
   
Ancora una volta Hollywood pesca a piene mani nel catalogo dei capolavori della letteratura europea depauperando il romanzo dei dettagli migliori, riducendo all’osso gli elementi diegetici e confinando la vena caustica contro l’ingiustizia sociale ad un ruolo marginale. Se pensate che la trasposizione del classico dello scrittore irlandese Jonathan Swift del 1726 I viaggi di Gulliver abbia subito questa sorte non vi sbagliate.

Il punto è che la pellicola riesce a trovare nuovi e interessanti spunti per deludere. La sceneggiatura, scritta a quattro mani da Joe Stillman (SHREK) e Nicholas Stoller annaspa continuamente e senza risolversi concretamente in nessun target: ora film per bambini, ora commedia per famiglie, si affida in maniera disordinata ai cliché di genere con un risultato che potremmo definire anti-interessante oltre che demenziale. La direzione degli attori è pressoché assente e schiaccia perfino il talentuoso Jack Black (SCHOOL OF ROCK) che perde completamente il suo appeal e restituisce un gigante piatto e monocorde.

Anche la terza dimensione, che dovrebbe irrobustire il contrasto tra il gigante e i piccoletti, fallisce nel suo intento corroborante e non riesce a ripulire la pellicola da quel senso di sciatteria diffusa e ingiustificata che rende sprecati perfino i bellissimi titoli di testa (girati con un effetto che fa sembrare la vera Manhattan una miniatura). Se si sorride per un attimo coi lillipuziani costretti ad interpretare i Kiss per divertire Gulliver si ripiomba nella noia mortale nel finale quando arriva puntuale la melliflua canzone contro la guerra. Viaggiate altrove.
 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Letterman - Black - Blunt
 

[03-02-2011]

 
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