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Another Year

di Mike Leigh. Con Jim Broadbent, Ruth Sheen

di Svevo Moltrasio

Lungo le quattro stagioni di un anno, mariti e mogli, figli e fidanzate, amici e amiche, si ritrovano tra pranzi e cene, feste e funerali, e fanno i conti con la propria vita, tra gioie e delusioni.

L’inglese Mike Leigh torna a due anni da LA FELICITA’ PORTA FORTUNA, con un film scritto come d’abitudine dallo stesso regista. Passato a Cannes, dove nonostante i consensi non ha ottenuto riconoscimenti, si è parzialmente rifatto con gli Oscar che gli hanno riconosciuto la nomination per la sceneggiatura originale.

Dopo la parentesi comica e ottimista del film precedente, Leigh torna ai toni più amari e alla narrazione più lenta, caratteristiche del suo cinema. Lungo un anno di vita, il racconto segue una coppia matura, lei psicologa lui geologo, impegnati nel quotidiano susseguirsi dei giorni e delle stagioni - ben sottolineate dai colori della fotografia -. Proprio la casa dei due è lo scenario di ritrovi tra amici e parenti, occasioni per conoscere gli altri personaggi che permettono a Leigh un ritratto umano variopinto. Gli avvenimenti si riducono più a piccole sfumature psicologiche che a vere svolte – d’altronde il racconto si sofferma su poche ore di una manciata di giorni -.

La mano del regista è come sempre impeccabile, la scrittura raffinata e di conseguenza il cast perfetto regala una prova collettiva imperdibile. La contrapposizione tra la famiglia protagonista – cui non sembra proprio mancare niente - e gli amici – perlopiù in difficoltà – dà il via ad un dislivello umano che segno lo scarto tra chi affronta la vita e chi si la subisce. Leigh però rispetta tutti, e non si presta a giudizi, anzi proprio la sua sensibilità amplia l’affresco, dal particolare all’assoluto: due umanità che nonostante i reciproci tentativi non trovano veri punti d’incontro, tanto che lo strappo rimane inesorabilmente invariato.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[03-02-2011]

 
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