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La Conferenza Episcopale istituisce il "Prestito della Speranza"

Un aiuto concreto alle famiglie ed alle imprese in difficoltà economiche

L’emergenza sociale, nell’attuale contesto di crisi economica, ha spinto la CEI - Conferenza Episcopale Italiana - ad istituire un fondo straordinario di garanzia con 30 milioni di euro destinato a sostenere l’accesso al microcredito sociale delle famiglie che hanno subìto una significativa riduzione del reddito da lavoro e l’accesso al microcredito delle persone fisiche, delle società di persone e delle società cooperative che vogliono avviare o sviluppare una attività imprenditoriale.

Gli interventi diretti di questo “Prestito della Speranza” sono due:

  • Microcredito Sociale A ciascuna famiglia in difficoltà economiche potrà essere erogato un contributo complessivo di 6 mila euro, erogabili in 500,00 euro mensili o in modalità da concordarsi tra banca e richiedente. Se viene meno lo stato di necessità, l’erogazione potrà essere sospesa. La restituzione del prestito alla banca avverrà mensilmente secondo un piano di ammortamento prestabilito che decorrerà trascorsi dodici mesi dalla delibera. Il tasso annuo effettivo (TAEG) non potrà essere superiore al 4%
  • Microcredito alle imprese I destinatari del programma di microcredito alle imprese sono le persone fisiche, le società di persone o cooperative che intendono avviare o sviluppare una nuova iniziativa imprenditoriale o un lavoro autonomo.

I destinatari

Tutte le famiglie in difficoltà o le microimprese da esse promosse sono i potenziali destinatari dell’intervento: i criteri di selezione privilegiano quelle con i figli (in età scolare, compresa l’università) o gravate da malattie o disabilità riconosciute, che abbiano perso o subìto in maniera significativa la riduzione del reddito da lavoro.

Il fondo è istituito d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) che ha proposto a tutte le banche di aderire all’iniziativa. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli interventi da parte degli istituti di credito aderenti. Si affianca, senza sostituirla, all’attività svolta abitualmente dalle Caritas diocesane, da analoghe iniziative promosse dalle diocesi e da Enti Locali.

Il nuovo programma prevede interventi di credito sociale e di microcredito alle imprese con importi massimi finanziabili rispettivamente di 6 mila euro e 25 mila euro.

Come funziona

Le parrocchie suggeriscono i possibili destinatari del prestito all’ufficio diocesano designato dal proprio vescovo, che dopo aver verificato la sussistenza dei requisiti, inoltra all’istituto di credito la richiesta di finanziamento. Il programma di microcredito sociale prevede finanziamenti di importo non superiore a 25 mila euro. La restituzione del prestito alla banca avverrà mensilmente secondo un piano di ammortamento prestabilito che decorrerà trascorsi dodici mesi dalla delibera. Il tasso annuo effettivo (TAEG) non potrà essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) della corrispondente categoria di operazioni, decurtato del 30%

                                                               Massimiliano Casto – Tributarista Consulente del Lavoro

 
 

[02-02-2011]

 
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