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Morso di luna nuova

Al Piccolo Eliseo un affresco sulla Napoli del 1943 scritto da Erri De Luca

Ha debuttato con successo l’altra sera al Piccolo Eliseo Patroni Griffi “Morso di luna nuova”, per la regia di Giancarlo Sepe, un affresco sulla Napoli del 1943 scritto da Erri De Luca. Ad interpretarlo, troviamo Giovanni Esposito, Antonio Marfella, Luna Romani, Antonella Romano, Giampiero Schiano, Antonio Spadaro, Simone Spirito e Pino Tufillaro.

Napoli, estate 1943, il cielo non appartiene più alla città, ma ai bombardamenti alleati; in un rifugio antiaereo si trovano otto persone a condividere la paura e le fughe disperate di quel periodo. Roma è stata bombardata, il fascismo è appena caduto. Gli Americani, nel frattempo, sono sbarcati in Sicilia e stanno avanzando verso nord. Le otto voci che riflettono il clima di attesa e di sgomento in cui versa il paese quando la guerra non accenna a finire, sono coscienti di essere diventate “americane” e capiscono che devono fare qualcosa per salvare Napoli dai Tedeschi. Addirittura due di esse inscenano una farsa (una sorta di teatro nel teatro, a dir poco geniale in quel contesto di guerra) per alleggerire l’atmosfera di quel tugurio bellico. Nel parossismo dei bombardamenti le otto persone tirano fuori la loro estrema napoletanità e la loro fiera umanità che rende il racconto un piccolo capolavoro drammaturgico dell’autore. 

La città sta nella tenaglia di due eserciti: uno dentro e uno fuori. Con le “Quattro giornate di Napoli” (27 -30 settembre ’43) la popolazione partenopea insorge e, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti, riesce a liberarsi dall’occupazione delle forze armate tedesche, spianando la via maestra alle truppe alleate. 

“Morso di luna nuova” è il morso di una città che addenta e insegue, fino a sbattere fuori, l’occupante intruso. Qui si svolge la vita di otto persone in quell’estate. Età, mestieri e storie differenti, compresse in un assedio, rompono le distanze tra loro e vanno insieme, prima al passo, poi fino al galoppo. La macchina della storia maggiore si chiude a sacco sulle vite individuali, ma ci sono sussulti in cui le singole esistenze spezzano la camicia di forza e inventano la libertà. 


Lo spettacolo resterà in scena al Piccolo Eliseo (Via Nazionale, 183. Telefono botteghino: 06 4882114 | 06 48872222) fino al 13 febbraio.

[31-01-2011]

 
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