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Il discorso del Re

di Tom Hooper. Con Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter

di Flavia D'Angelo

Alla vigilia della II Guerra Mondiale la Gran deve fronteggiare una grave crisi istituzionale: Giorgio V è morto e il nuovo sovrano Edoardo VII è intenzionato a rinunciare al trono per sposare la pluri-divorziata Wallis Simpson. In caso di abdicazione gli succederà il fratello minore, considerato da molti inadatto a regnare a causa di una debilitante forma di balbuzie. Grazie alle cure di un eccentrico logopedista australiano l’insicuro Bertie troverà finalmente la sua voce, diventando il leader che la nazione aspettava.

Vincitore del Toronto International Film Festival 2010, IL DISCORSO DEL RE conta su un cast di grandi attori: Colin Firth si lancia in una nuova corsa all’Oscar - dopo la candidatura per A SINGLE MAN - accompagnato da un’insolitamente rassicurante Helena Bonham Carter e dal (già) premio Oscar Geoffrey Rush. Alla regia Tom Hooper, famoso per la direzione di alcune apprezzate serie televisive tra cui – mostrando una predilezione per la storia inglese – “Elizabeth I” con Helen Mirren.

Hooper sceglie uno stile tradizionale e quasi algido, che trova un equilibrato contrappunto nella sobria sceneggiatura di David Sedler, lui stesso ex balbuziente. Lo sforzo del futuro Giorgio VI per superare il suo difetto linguistico diventa metafora della difficoltà di adattare la rappresentazione del potere ai nuovi mezzi di comunicazione, in un mondo in cui le parole avevano ancora la capacità di smuovere intere nazioni. E’ un merito aggiuntivo della sceneggiatura e dell’incredibile affiatamento del cast se IL DISCORSO DEL RE evita anche la sensazione di “sbirciare dal buco della serratura” le (notissime) vicende storiche raccontate.

Sorvolando su alcune “furbizie” registiche e nonostante alcune pericolose incursioni nel “politicamente corretto”, non si può inoltre negare che il film sia coraggioso nel radunare intorno a una storia talmente semplice da risultare “esemplare” vari temi, senza scivolare mai nel racconto simbolico ma lasciandoli aleggiare come una lieve nebbia inglese. La grande interpretazione di Colin Firth conduce a un finale commovente e paradossale, in cui lo sforzo di prevalere su un problema personale conduce a una piccola vittoria proprio nel momento in cui l’intera nazione precipita nella guerra.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[27-01-2011]

 
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