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Incendio in campo nomadi di via Severini

situazione di degrado ed emarginazione

Non ci sono stati feriti ma le fiamme che questa mattina alle 7 si sono sviluppate nel campo nomadi abusivo di via Severini al Collatino potevano portare a consguenze ben più gravi.
 
Circa dieci baracche sono andate complatemente distrutte ed è stata solo una fatalità che l’incendio non abbia causato l’esplosione di una delle tante bombole di gas all’interno del campo.

I vigili del fuoco che sono arrivati sul posto in mattinata hanno impiegato alcune ore per spegnere le fiamme che sarebbero partite da un fornelletto o da una stufa. I dirigenti del nucleo ufficio emarginati della polizia municipale hanno spiegato come gli abitanti del campo abusivo, per la maggior parte rom di etnia romena, abbiano rifiutato ogni tipo di assistenza.

Nonostante i danni causati dall’incendio alla propria baracca, incenerita per metà, c'è chi continua a svolgere i gesti di ogni giorno come questa signora intenta a cucinare il pranzo.

Quella di via Severini, al Collatino è una situazione di degrado e di emarginazione sociale che va avanti da almeno due anni, segnalata piu’ volte anche dal presidente del vii municipio roberto mastrantonio, in cui centinaia di nomadi, tra cui decine di bambini, vivono in condizioni igieniche disumane.

Come se non bastasse intorno alle baracche di via Severini c'è una vera e propria discarica a cielo aperto. Qui due anni fa sorgeva un’isola ecologica dell’Ama, andata a fuoco nel 2009. Il comune decise allora di chiudere la strada ma i rifiuti, di ogni genere continuano ad accumularsi.

SEQUESTRATE TRE TONNELLATE DI RAME - I Vigili Urbani del Gruppo Sicurezza Sociale e Urbana hanno sequestrato 3 tonnellate di di rame rubato, a via Severini, vicino un campo nomadi non autorizzato nel VII municipio. Gli agenti del Gssu, su disposizione del comandante Carlo Buttarelli, erano in zona Palmiro Togliatti quando si sono accorti di una fitta coltre di fumo che proveniva da un insediamento abusivo di nomadi. Pensando si trattasse di un incendio sono subito intervenuti. Giunti sul luogo hanno invece verificato che il fumo proveniva da numerose matasse di cavi di rame in fase di lavorazione per permettere poi di rivendere il metallo al mercato nero. Dai timbri impressi sulla guaina e sul metallo sembrerebbe che il rame fosse della Telecom ma gli accertamenti sono ancora in corso. Il materiale, se immesso sul mercato nero, avrebbe fruttato una cospicua somma di denaro, quantificabile in circa ventimila euro
 
 

[26-01-2011]

 
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