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Nuovi dettagli sull'inchiesta che ha coinvolto il consigliere Orsi

il Campidoglio "Orsi ha agito in piena autonomia"

Una scia di debiti e di fatture non pagate sarebbero l’eredità del padiglione di Roma Capitale all’Expo di Shangai 2010. Anche di questo lascito dovrà fornire chiarimenti Fancesco Maria Orsi, delegato alla esposizione cinese e al decoro della giunta Alemanno.

Il consigliere Pdl, vicino al premier Berlusconi, è al centro di un’indagine del pm Paolo Ielo per cessione di stupefacenti, riciclaggio, corruzione e reimpiego di denaro di provenienza illecita. Una prima richiesta di rimborso per l’Expo arriverebbe dalla Exen Spa, società che ha curato l’allestimento del padiglione romano e che vanterebbe un credito di 180 mila euro. Chi dovrà pagarle non è chiaro.

L’inchiesta interna, predisposta dal Campidoglio, ha concluso che “Orsi ha agito in piena autonomia sulla scelta delle aziende, confrontandosi solo con il commissario di governo, Beniamino Quintieri”. Una presa di distanza netta dall’operato del delegato e dalle scomode fatture, frutto di protocolli di intesa molto generici. È stato lo stesso commissario di governo a parlare di una lettera di intenti siglata con il comune, in base alla quale gli stanziamenti sarebbero spettati al Campidoglio e agli altri attori coinvolti.

Tra questi, l’Ice e la Camera di commercio. Attori che – secondo il capogruppo capitolino del Pd, Umberto Marroni – sarebbero in questi giorni sottoposti a pressioni indebite e illegittime. Saremmo di fronte, cioè, al più classico scarico di responsabilità.

Si va delineando una vicenda quanto mai ingarbugliata, che si interseca in queste ore con il fascicolo arrivato a Roma dai pm di Benevento in base alle dichiarazioni di Vincenzo Lamusta. L’ex socio di Orsi, patteggiando una condanna di un anno e otto mesi, lo ha chiamato in causa. Gli inquirenti stanno ora cercando riscontri alle sue parole e i nomi delle escort che avrebbero partecipato a presunti festini a base di sesso e droga. Sul registro degli indagati sono finite , intanto, undici persone. Tra i reati ipotizzati, anche una maxi truffa di 3 milioni di euro ai danni delle famiglie di alcuni disabili.
 
 

[25-01-2011]

 
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