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Agguato a Corcolle, un morto e un ferito

spara contro due giovani e scappa

Un colpo di pistola alla testa, sparato da distanza ravvicinata: a morire è stato un ventene, Carlo Ciuffo, ucciso in via Maiolo, a Corcolle, ieri sera poco prima delle ventitre.

È il terzo omicidio a Roma in meno di una settimana. La vittima è stata freddata mentre camminava insieme a un amico, Alessio Nataletti, 28 anni, che è stato raggiunto da un proiettile alla schiena e trasportato d’urgenza all’ospedale di Tor Vergata.

Dalle prime ricostruzioni dei carabinieri, sembra che l’assassino sia arrivato in via Maiolo a bordo di una macchina. Sarebbe sceso e poi avrebbe fatto fuoco, freddando Carlo Ciuffo. L’amico avrebbe tentato la fuga, prima di essere ferito alle spalle. La vittima era stata arrestata dai carabinieri nel luglio dell’anno scorso durante l'operazione antidroga Matrix.

LA VITTIMA E L'ASSASSINO SI CONOSCEVANO - Avevano un appuntamento con il killer, i due giovani pregiudicati vittime dell'agguato. Secondo gli investigatori si tratterebbe di un regolamento di conti per il controllo del territorio e lo spaccio di droga nella zona della periferia est di Roma e di Tor Bella Monaca. Secondo quanto si è appreso, l'unica testimone dell'episodio è la fidanzata del ventenne deceduto, la quale è ancora in stato confusionale. Quest'ultima era rimasta nell'auto dalla quale sono scese le due vittime dell'agguato, che avevano incontrato il killer nei pressi dell'abitazione della vittima, in un luogo isolato. L'omicida è poi scappato a bordo di un'auto.
L’omicidio di ieri sera allunga la scia di sangue che ha macchiato Roma in questi giorni. Prima Angelo di Masi, crivellato mercoledì scorso al Prenestino, di fronte alla sala giochi dalla quale era appena uscito. Poi Mario Dente, spacciatore di 49 anni picchiato al Trullo nella notte tra venerdì e sabato da un tossicodipendente già arrestato. Troppo gravi le ferite alla testa riportate dall’uomo, che è morto ieri sera all’ospedale san Camillo. L’autopsia stabilirà le cause del decesso: il responso dei medici stabilirà se il tossicodipendente arrestato dovrà affrontare l’accusa di omicidio preterintenzionale.

  

 
 

[25-01-2011]

 
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