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Qui lo dico e qui lo nego

Quattro luned́ a febbraio al Teatro Golden con il nuovo spettacolo di Salvatore Marino

Saranno quattro gli appuntamenti quelli di Salvatore Marino con gli spettatori del Teatro Golden. Quattro lunedì, il 24 gennaio ed il 7, 14 e 21 febbraio in cui il funambolo della parola racconterà tutto quello che vede e che pensa sul razzismo e sulla situazione dei tanti immigrati nel nostro Paese.

 “Non sono abbronzato! Qui lo dico e qui lo neg[r]o” è scritto da Massimiliano Bruno, Pietro De Silva, Ermanno Fratoni, Nicola F. Leonzio, Salvatore Marino e Mario Scaletta e diretto da Paola Tiziana Cruciani. Lo spettacolo si avvale del patrocinio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite, UNHCR per i rifugiati. Laura Boldrini, portavoce per l’Italia, sarà presente a tutte le rappresentazioni e Salvatore Marino, all’interno dello spettacolo,  leggerà alcuni brani tratti dal suo ultimo libro “Tutti indietro”.

"Non sono abbronzato! Qui lo dico e qui lo negro" è un recital in cui Marino, traendo spunto da esperienze personali rievocate con sarcastiche iperboli e stranianti giochi di parole, racconta le difficoltà di "convivenza" di un migrante al cospetto di una società ostile all'integrazione. Tante sono le verità rivelate sulla discriminazione: dove vanno a finire le impronte digitali prese ai Rom? In un archivio digitale su CD... CD-Rom.

Al fine di aiutare gli zingari a imparare l’italiano, qualcuno ha pensato di regalare un vocabolario d’italiano a tutti i piccoli zingari: lo Zingarelli. Secondo studi antropologici, è stato un nero il primo uomo apparso sulla terra, se fosse stato un bianco sarebbe apparso sulla moquette. È meglio dire “nero” o “di colore”? Meglio dire nero, altrimenti dovremmo chiamare il gatto nero “gatto di colore”. La mancanza di lavoro spinge molti immigrati a vendere accendini ai semafori, anche se i semafori non fumano.  Molte altre situazioni saranno quelle denunciate  nell’arco dello spettacolo e altrettante saranno le divagazioni sulle ansie da neomillenarismo di cui l'ordinaria quotidianità è affetta. Pochi sono risparmiati alla raffica di velenose ed esilaranti battute con cui Marino, come una sorta di fiume in piena linguistico, mette a nudo gli aspetti più deteriori di certa imbecillità umana e cretineria collettiva.  

[23-01-2011]

 
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