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L'aria del continente

Patrizia Pellegrino e Enrico Guarneri al Teatro Manzoni con un testo graffiante di Nino Martoglio

Patrizia Pellegrino ed Enrico Guarneri sono i protagonisti di “L’aria del continente”, in scena al Teatro Manzoni dal 25 gennaio al 20 febbraio, per la regia di Antonello Catodici.

E’ la storia del ricco possidente siciliano Cola Duscio che va a Roma per operarsi d’appendicite, “abbandonando” la propria famiglia: il cognato Lucino, i due nipoti, e, soprattutto, la terribile sorella Marastella. Nella capitale, però, il nostro eroe fa l’incontro della vita: la fascinosa, ammaliante “subrettina” Milla Milord, sedicente figlia di un ufficiale e di una baronessa. Sarà lei ad introdurre il povero Cola alle stravaganze di una presunta emancipazione sociale e morale. Nuovi usi, nuovissimi comportamenti, ma vecchi sospetti e vecchissime gelosie. In Sicilia, Cola scoprirà lati, segreti, comportamenti (di sé e degli altri) che lo cambieranno irrimediabilmente...

Una nuovissima, brillante, comica edizione di un classico immortale della commedia italiana, scritto da Nino Martoglio. Lo spaccato di un paese che ripete all’infinito i suoi stereotipi preferiti: il provincialismo, il modernismo ad ogni costo, l’esterofilia. Nonché un immancabile complesso d’inferiorità neppure troppo latente. Una pirotecnica proposta di spettacolo nel segno della qualità teatrale e del divertimento, affidata alla verve di due bravissimi attori quali Patrizia Pellegrino ed Enrico Guarneri. Affiancati da uno sforzo produttivo che comprende belle invenzioni scenografiche, costumi di grande presa visiva, musiche, che rimandano ai trascorsi del Gran Varietà e della Rivista e da una eccellente, quanto numerosa compagnia, composta da Vincenzo Volo, Cosimo Coltraro, Carmelo Di Salvo, Rosario Marco Amato, Mirella Petralia, Nadia De Luca, Mario Sapienza, Amalia Contarini, Pietro Barbaro, Gianni Fontanarosa e Ciccio Abela.

Rappresentata per la prima volta nel 1910, al Teatro Argentina di Roma, “L’Aria del Continente”  è la fonte di un vastissimo universo non solo teatrale, ma anche letterario, ideologico e persino iconografico. Da essa discendono le considerazioni di Brancati, di Patti, le pagine di Sciascia e di Camilleri : il sempiterno complesso di inferiorità dei siciliani nei confronti dei “continentali”, i mille luoghi comuni del vissuto popolare, la placida, indolente accettazione di una civiltà “altra”  in perpetua contrapposizione alla “nostra”. Ma, contemporaneamente, pure uno smisurato orgoglio, un frainteso senso di appartenenza ad un buonsenso, robusto quanto salvifico.

Ecco, dunque, il “Continente”, ritratto più che come un luogo geografico come una condizione dello spirito. E va da sé come luogo  di un umorismo, di una ironia, di una comicità assurda e paradossale che va dagli eroi tratteggiati da Musco per Pirandello e Martoglio, fino al Montalbano televisivo.

“Figure, figurine, personaggi schizzati, abbozzati – spiega il regista - oppure completi, complessi, variegati che danno un senso ed un orientamento, non solo ai difetti degli isolani, ma anche alle pulsioni più profonde degli italiani in genere”.

Lo spettacolo resterà in scena al Teatro Manzoni (via Monte Zebio 14. Telefono: 06/3223634) fino al 20 febbraio. 

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato ore 17-21, domenica ore 17.30 lunedì riposo.

 

[23-01-2011]

 
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