Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

L’allarme della sanità privata

la categoria è pronta ad entrare in agitazione

Vogliono risposte e le vogliono in fretta: sono gli operatori della sanità privata del Lazio, che lamentano nei confronti della Regione una politica sorda alle loro richieste. Il rischio è quello di condurre un intero settore al collasso. Si tratta di quasi 10.000 i lavoratori distribuiti in oltre 600 strutture tra ambulatori, poliambulatori, strutture di medicina fisica e riabilitativa, laboratori di analisi: la risposta sanitaria che forniscono al territorio è pari a circa il 50% dell’offerta regionale complessiva. 

I problemi della categoria sono stati elencati ieri pomeriggio all’hotel Holiday Inn a Parco dei Medici, dove il CUISA (il Comitato Unitario Intersindacale delle Strutture Ambulatoriali) si è riunito in assemblea per lanciare l'allarme e chiedere quanto prima un incontro al presidente Renata Polverini. Le riduzioni nel budget, calato del 30% negli ultimi quattro anni, il ritardo nei pagamenti da parte della Regione Lazio e il mancato aggiornamento del tariffario, fermo al 1996, potrebbero portare in breve alla chiusura dei piccoli laboratori di analisi, con una ricaduta sull'erogazione dei servizi sanitari sul territorio. Inoltre le migliaia di lavoratori coinvolti sarebbero esclusi dalla possibilità di accedere alla cassa integrazione.

Impossibile rinviare la discussione del problema, secondo il CUISA. Impossibile (e potenzialmente deleterio) non tornare a una concertazione che negli ultimi mesi è sparita. “Chiediamo di essere chiamati dalla presidente Renata Polverini” dice Vittorio Cavaceppi, presidente Anisap Lazio, una delle quattro associazioni che hanno aderito al CUISA. “Chiediamo di aprire un tavolo di confronto: noi vogliamo seriamente parlare degli interessi nostri, dei cittadini e della Regione. Se non avremo una risposta seria, immediata e concreta, saremo costretti a dover abbandonare le attività per il servizio sanitario regionale e ne verrà una crisi forte nell’assistenza sanitaria che già funziona non bene. Noi siamo un supporto importante.”

Il CUISA avanza quindi richieste concrete, anche sulla base delle promesse fatte qualche mese fa in campagna elettorale: “Sono state dette alcune cose, c’è stato presentato un programma che aveva un orientamento assolutamente condivisibile” prosegue Cavaceppi. “Arrivati a gestire la Regione tutto questo è sparito“

Antonio Scafati

[22-01-2011]

 
Lascia il tuo commento