Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Inchiesta su squillo e coca, 11 indagati

Il consigliere Orsi, ex broker assicurativo, si chiude in un silenzio tombale

Non vuole rilasciare alcuna intervista né tantomeno parlare di dimissioni dopo l’inchiesta che lo ha coinvolto. Francesco Maria Orsi, 44 anni, consigliere capitolino Pdl si è chiuso in un silenzio tombale dopo aver appreso di esser indagato, insieme ad altre 10 persone, per i reati di riciclaggio, corruzione,  impiego di denaro di provenienza illecita e cessione di cocaina durante festini con prostitute.

Orsi, che si è detto vicino al premier Berlusconi, è stato tirato in ballo da un socio d’affari: Vincenzo La Musta, anche lui indagato. Secondo La Musta il consigliere Pdl avrebbe incassato circa due milioni di euro, proventi di truffe compiute in Campania a danno di famiglie con persone disabili. Ex broker Orsi affianca alla politica l’attività di imprenditore, è infatti amministratore delegato di una potente società assicuratrice con sede in un palazzo nel centro della capitale, a ridosso di via Veneto.

IL SITO DI ORSI

Secondo il pm Paolo Ielo (lo stesso di Mani Pulite) Orsi avrebbe ceduto cocaina durante festini con prostitute, sempre secondo l’accusa il consigliere capitolino avrebbe promesso ad un dirigente dell’Ater Provinciale Fabrizio Urbani, anche lui indagato, del denaro per selezionare un istituto bancario che avrebbe dovuto finanziare inquilini che, nel 2006, acquistavano immobili Ater. Orsi avrebbe anche corrotto un’agente della Finanza per avere informazioni sulle indagini in corso. Gli inquirenti stanno ora vagliando i documenti e il computer sequestrato l’altro ieri dall’ufficio e dall’abitazione del consigliere. Nell’inchiesta oltre ad Orsi e al dirigente Ater Fabrizio Urbani, sono coinvolte altre 9 persone, tra cui un commercialista, un dipendente della banca Mediolanum e altri quattro romani. I legali dei Francesco Maria Orsi ribadiscono che l’inchiesta è solo una bufala, hanno annunciato che faranno ricorso al tribunale della Libertà per ottenere il dissequestro dei documenti acquisiti dalla finanza.

[21-01-2011]

 
Lascia il tuo commento