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Rassegna stampa estera
 
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UniversitÓ del Cairo sospende il dialogo con Roma

Ŕ una delle pi¨ influenti accademie sunnite

di Simone Chiaramonte

Sospensione sine die del dialogo con il Vaticano. Ad annunciare questa decisione non è il rappresentante di un isolato gruppo fondamentalista ma il segreatrio di uno dei principali centri d'insegnamento religioso dell'Islam sunnita. L'Accdemia Al-Azhar del Cairo annovera infatti all'incirca 400mila studenti, 140mila per intenderci sono quelli iscritti alla Sapienza di Roma e, per tradizione e prestigio, può essere considerata a tutti gli effetti la più importante sede del pensiero sunnita.

Una notizia, quella della rottura delle relazioni, che può "incutere una certa inquietudine", scrive "La Croix", quotidiano francese cattolico fondato nel 1880. Fino a qualche tempo fa l'Accademia intratteneva con la Santa Sede un rapporto di dialogo: incontri continuativi hanno avuto luogo due volte all'anno. Lo stesso Ahmed Al Tayyeb, segretario e grande Imam dell’università, è un habitué delle giornate interreligiose per la pace organizzate dalla Comunità di Sant'Egidio: conosciuto per essere un moderato ed un liberale, fu tra l'altro uno dei 138 intellettuali musulmani segnatari dell'appello inviato a Roma per preservare il dialogo tra le fedi, all'indomani del contestato discorso di Benedetto XVI a Ratisbona.

Cos'è successo dunque nel frattempo? Scrive "La Croix": "Dopo l'attentato terroristico del 31 dicembre scorso contro una chiesa copta ad Alessandria, costato la vita a 21 persone, Benedetto XVI aveva denunciato 'le discriminazioni, gli abusi e le intolleranze religiose che colpiscono in particolare i cristiani'. Nella stessa occasione il Papa aveva ritenuto le sole parole non sufficienti a garantire la pace fra le confessioni, auspicando l'impegno concreto e costante delle autorità nazionali".

Più tardi, nel messaggio di Natale, il Pontefice aveva dichiarato: "L'annuncio consolante  dell'avvento di Emmanuele alleggerisce il dolore e conforta le comunità cristiane in Iraq ed in tutto il Medio Oriente, arrecandogli sollievo e speranza nell'avvenire".

Il grande Imam Ahmed Al Tayyeb, contrariato per queste esternazioni, ha domandato: "Perché il Papa non ha chiesto la protezione dei musulmani quando questi venivano uccisi in Iraq?". Per il segretario generale dell'Accademia le affermazioni del Pontefice costituiscono una "ingerenza inaccettabile negli affari interni egiziani". Si tratta soltanto, sempre che questo avverbio possa essere appropriatamente utilizzato, di una polemica circoscritta al mondo accademico? Secondo il quotidiano francese La Croix le esternazioni di Al Tayyeb "riflettono senza dubbio la posizione del potere egiziano, visto che il grande Imam è nominato per decreto presidenziale". Non a caso il 12 gennaio del 2011 il governo egiziano ha ritirato il proprio ambasciatore presso la Santa Sede. 

[20-01-2011]

 
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