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La donna che canta

di Denis Villeneuve. Con Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin

di Svevo Moltrasio

Fratello e sorella, gemelli, all’apertura del testamento della madre scoprono di dover consegnare due lettere al padre – che credevano morto – e ad un altro fratello – di cui ignoravano l’esistenza -. Sarà l’occasione per un lungo e faticoso viaggio in Libano.

Scritto e diretto dal canadese Denise Villeneuve, il film si era già visto in sezioni collaterali all’ultimo festival di Venezia dove aveva riscosso consensi. Presentato dal Canada per concorrere all’Oscar per il film straniero, ha passato la prima selezione entrando tra i nove in attesa della cinquina delle nomination.

La pellicola è tratta dall’omonima pièce teatrale – Incedies – di Wajdi Mouawad, autore apprezzato della scena contemporanea. Il testo d’origine era un pozzo d’idee che in scena trovavano il giusto sviluppo con il tono grottesco ed estremo caro al regista teatrale. Villeneuve inevitabilmente deve giocare di sottrazione, maneggiando un materiale complicato, pieno di salti nel tempo e di dure ed inattese scoperte. Lungo una messa in scena visivamente essenziale ed elegante, il regista riesce a tenere le redini dell’articolata narrazione, cercando di dare sostanza sia alla cronaca storica che ai risvolti umani.

La prima ricerca – della figlia - non si integra sempre perfettamente con le rivelazioni che vengono a galla e il viaggio nei giorni nostri finisce per essere oscurato dall’errare in flash back della madre, sbilanciando i due piani. Un punto d’equilibrio il film lo trova nell’ultima parte, con la ricerca del figlio e le ultime scoperte che portano in primo piano l’umanità dei personaggi. Il pieno potenziale rimane in parte non sfruttato – la madre finisce per ridimensionarsi a ruolo di martire – ma è un cinema che crede nelle qualità del racconto, cui mette a disposizione le immagini e i personaggi, lontano da furbizie e semplificazioni e che non cerca soluzioni.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - villeneuve
 

[20-01-2011]

 
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