Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

Dalla Federlazio uno sguardo al futuro

''crisi, un periodo di intense scelte''

di Matteo Bassi



Al Palazzo dei Congressi si è svolto il Convegno della Federlazio intitolato “Dalla crisi al progetto per un economia dello sviluppo”. Davanti ad un folto pubblico, circa 1000 spettatori, si sono alternati sul palco personalità dell’imprenditoria laziale e autorità regionali.

Ad aprire i discorsi ci ha pensato il padrone di casa, il Presidente di Federlazio Maurizio Flammini, che nel suo ragionamento ha focalizzato l’attenzione sui giovani e sul ricambio generazionale nelle aziende, “fermo restando- ha continuato Flammini- che si deve riuscire a conciliare un mix di gioventù ed esperienza, perché senza una delle due componenti l’impresa non può più crescere”. Il discorso del Presidente di Federlazio poi ha individuato ciò che serve per rilanciare il sistema impresa laziale, come l’unità d’intenti di tutte le parti in causa, dai politici agli imprenditori fino alle organizzazioni dei lavoratori, e soprattutto le azioni concrete. “Per sconfiggere la crisi è necessaria la fiducia e la fiducia la si ottiene solo con azioni concrete. Come Federlazio abbiamo messo in cantiere molti progetti, tra cui mi piace ricordare quello siglato con la Sapienza, il cui obiettivo da una parte è quello di incentivare la ricerca e dall’altro, tramite molti stages, aiutare nell’inserimento nel mondo del lavoro molti neo laureati”. La chiosa finale del discorso di Flammini è una giustificata frecciata alla politica nazionale. “Chiaro è che per uscire dalla crisi- ha concluso l’imprenditore romano- non bastano i progetti dei privati servono anche delle riforme strutturali da parte della politica nazionale che invece oggi appare avviluppata su se stessa, autoreferenziale e preoccupata solo dell’immediato senza avere uno sguardo verso il futuro”.

Posizioni queste ampiamente condivise non solo dalla sala, che ha regalato a Flammini un grande plauso, ma anche dal secondo interlocutore, il Presidente di Eurispes Gian Maria Fara, che è passato ad analizzare in dettaglio le riforme richieste dal sistema industriale per rilanciarsi. “Le imprese hanno bisogno di uno snellimento burocratico della pubblica amministrazione- ha attaccato Fara- di un sistema creditizio basato più sulla qualità del progetto che sulla quantità di garanzie degli imprenditori, di gare d’appalto più eque per le piccole e medie imprese e di un sistema giudiziario certo e veloce per attirare imprenditori stranieri che altrimenti fuggono”. Accanto ad un quadro fortemente negativo del sistema paese, il Presidente Fara ha concluso il discorso con una speranza: “La parola crisi in greco significa scelta e questo è proprio quello di cui abbiamo bisogno: un periodo di intense scelte”.

Scelte che dovranno forzatamente essere prese dalla politica e per questo sono state chiamate sul palco tutte le autorità politiche territoriali del Lazio.
Ha aperto il confronto il Sindaco di Roma Gianni Alemanno che si è riallacciato a quanto detto da chi l’ha preceduto, sostenendo che il più grande problema delle imprese è causato dalla burocrazia che non permette agli imprenditori di poter fare con certezza una stima dei tempi per la realizzazione del progetto. “Il Comune di Roma- ha aperto il Sindaco- ha fatto tanto per de-burocratizzare e molto ancora dovrà fare, ma non da solo perché gran parte del compito spetta alla politica nazionale che possiede il vero zoccolo duro della burocrazia.”

Lo stesso tema è stato trattato anche dal Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ha accomunato burocrazia e corruzione. “Perché esiste la burocrazia?- ha asserito Zingaretti- Semplice perché è un centro di gestione del potere, un centro corrotto di mal governo che non può e non deve più esistere”. L’intervento del Presidente della Provincia ha analizzato poi quello che deve essere fatto dalla politica locale partendo dalla velocizzazione dei pagamenti dei lavori alle imprese, fino ad arrivare ad una condivisione dei progetti essenziali per il rilancio del sistema economico laziale con Comune e Regione.
L’ultimo intervento del Convegno è stato quello della Presidentessa della Regione Renata Polverini, che ha posto l’accento su quanto fatto finora dalla sua giunta sia da un punto di vista di rinnovamento dirigenziale sia dal punto di vista delle risposte alle imprese con l’apertura di nuove sedi della Regione in tutte le Province.

Alla fine dell’assemblea quello che resta è la certezza di un Paese in grossa difficoltà non solo finanziaria ma anche strutturale, che però allo stesso tempo ha tante energie, voglia e idee per ripartire. Per farlo però serve assolutamente l’azione dalla politica. Gli amministratori locali se ne sono accorti e stanno provando a rispondere, ma i loro interventi non sono sufficienti: servono infatti anche riforme strutturali che rilancino il sistema paese. Riuscirà la politica nazionale a rispondere a questo accorato richiamo per il bene del Paese?

[20-01-2011]

 
Lascia il tuo commento