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Occupato il cinema Metropolitan

si programmano nuovi blitz

Lavoratori, politici e semplici cittadini uniti contro la chiusura della storica sala romana. Decine di persone lunedì sera hanno occupato il cinema Metropolitan in via del Corso per protestare contro la decisione di trasformare la struttura in un store Benetton e contro i tagli alla cultura. Il 29 Dicembre 2010 Circuito Cinema Srl infatti aveva stabilito di chiudere con anticipo le attività della sala. Una parte dei manifestanti ha quindi improvvisato una protesta all'esterno del cinema mentre un'altra parte è entrata all'interno dei locali.

Dopo un'assemblea tenutasi nel pomeriggio al teatro Eliseo per  "organizzare la protesta delle prossime settimane", lavoratori del teatro, del cinema e della danza si sono ritrovati di fronte al cinema. Spiega Ilenia Caleo del collettivo Zeropuntotre: "Ci opponiamo alla chiusura di un cinema così prezioso per Roma, uno dei pochi che fa film in lingua originale con sottotitoli per non udenti. Questo scempio deve terminare perché a pagarne le conseguenze sono anche i lavoratori". Insieme agli occupanti sono scesi in piazza anche due consiglieri regionali della Federazione della Sinistra, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, il parlamentare del Pd Vincenzo Vita e diversi cittadini del centro storico. Lo striscione che campeggia sul cinema occupato recita "Giù le mani dalla cultura".

Oggi si sono nuovamente riuniti i lavoratori dello spettacolo, questa volta nella sede della Fnsi di Roma, rendendo noto che la prossima settimana, dopo la protesta al red carpet del Festival di Roma e la manifestazione al Teatro Valle, ci sarà un nuovo blitz. Un'assemblea pubblica si svolgerà il 24 gennaio, allargata a tutti i cittadini, per decidere le modalità di una manifestazione il 25 gennaio, in concomitanza con il voto sulla mozione di sfiducia al ministro della Cultura Sandro Bondi.

"Ieri abbiamo messo in atto un'iniziativa per salvare il Metropolitan - ha spiegato Ilenia Caleo del movimento Zero punto tre - Abbiamo proiettato la 'Grande Guerra' e poi siamo usciti. Oggi ci dicono che stanno murando il cinema. È il segno simbolico e pratico di come il governo si muove nei confronti della cultura". Nel corso dell'iniziativa alla Fnsi è stata sottolineata anche "la grave limitazione del diritto di partecipazione delle persone sorde e di ogni cittadino alla vita sociale e culturale della Capitale" che comporterebbe la chiusura del cinema Metropolitan a Roma, che proietta film in lingua originale con sottotitoli.
 
 

[18-01-2011]

 
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