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Arrestato ''il vescovo'', latitante romano

specializzato nel traffico di stupefacenti

70 anni, romano, un ruolo determinante nel traffico di droga, un’ingegnosa ostinazione nell’evitare il carcere e un soprannome originale: il vescovo. Così era conosciuto l’uomo arrestato dai carabinieri nei pressi di ponte garibaldi, dopo circa un mese di latitanza.

Il "vescovo", molto noto negli ambienti della criminalità romana, era famoso soprattutto per il ruolo chiave che aveva nello spaccio degli stupefacenti.

Dai primi di dicembre era sparito per evitare i 9 anni di carcere che gli erano stati inflitti. Saputo della condanna, il vescovo ha lasciato la propria abitazione e si è nascosto in una località segreta: i militari dell’arma sospettano che stesse progettando una fuga all’estero, per sparire definitivamente dalla circolazione.

Non era la prima volta che il 70enne cercava di evitare il carcere. La fuga è solo uno degli ultimi tentativi, e di certo il meno originale. Il vescovo, infatti, in passato si era più volte finto malato di tubercolosi e per farlo aveva assunto farmaci contenenti proprio il bacillo della tbc, scampando la galera.

Specializzato nel traffico di stupefacenti, nel 2002 era stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo nell’ambito dell’operazione ruth, a seguito della quale erano state arrestate 19 persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. L’organizzazione, con base a roma ma operante anche all’estero, importava dalla spagna grossi carichi di stupefacenti che venivano piazzati sul mercato della capitale.

Fallito dunque l’ultimo tentativo di fuga, il vescovo è stato arrestato dai carabinieri. Per lui si sono aperte le porte del carcere di rebibbia dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

[17-01-2011]

 
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