Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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La Virtus Roma crea e disfa, a Bologna sono lacrime amare

Ottimo l'innesto in cabina di regia del nuovo acquisto Nemanja Gordic, che perņ non salva la sconfitta

 Canadian Solar Bologna  87   12   37   56   
 Lottomatica Roma  79   26   44   63 

La Virtus ci offre l'ennesima prova dai due volti che serve solo a sancire l'esclusione dalla Coppa Italia e ad alimentare il rammarico per un cammino nel girone di andata troppo altalenante per poter provare a gettare qualche base sul futuro.
Questa volta la gara si apre con un primo quarto al fulmicotone per Roma che inganna se stessa e i suoi tifosi con giocate, rimbalzi e canestri al limite della perfezione annichilendo Lardo con tutte le V nere al seguito. Una Virtus che riesce ad essere presente in difesa per poi correre in campo aperto acquistando via via fiducia al tiro con Smith e Dasic a cui si aggiunge ben presto un caldissimo Gigi Datome per un 12 a 26 con cui si chiude il primo quarto. Al rientro i ragazzi di Boniciolli sembrano suonare lo stesso spartito grazie all'immenso Smith, Traorè e il "ciminiano" Djedovic, complice anche i tiri a salve ripetuti dei bolognesi che chiuderanno con 4 su 18 da tre punti, mentre Roma stasera migliorerà le sue modeste percentuali con 11 su 26.
Ma c'è poco da illudersi con questa squadra che subisce il rientro prepotente della Virtus di casa, porge l'altra guancia offrendo secondi tiri a ripetizione, scomparendo paurosamente a rimbalzo ed in difesa. Ed anche in questa seconda frazione si è costretti a spedere troppi falli per cercare di contenere gli avversari che sfruttano così il bonus con parecchi minuti sul cronometro.
E' proprio il nuovo arrivato Gordic a gestire i momenti migliori di una Virtus trasformata in peggio, macchiandosi però di 3 falli troppo presto lasciando così la barca in cattive acque e che D-Wash in coabitazione con Djedovic non riescono a raddrizzare, la squadra si dimentica di giocare disfacendo in due giri d'orologio tutto quello che di eccellente era stato fatto nei primi 13 minuti di gioco.
Boniciolli pesca fortunosamente qualche buon canestro segnato fuori ritmo dai tre moschettieri slavi in campo che tengono la sua Virtus a +7 all'intervallo lungo.
Il coach poi si incaponisce nel riproporre da subito uno spento Crosariolo invece di cavalcare un fino a quel momento positivo Alì Traorè (10 punti e 5 rimbalzi), che però finirà col perdere la bussola (e la mira) in attacco nonostante sia sempre ben servito in post basso dai compagni. Con Heytvelt costretto in tribuna per far posto al quantomai prezioso Gordic si sarebbe potuto provare, specie sul +10 per Roma, qualche minuto per Iannilli o Tonolli per cercare di tamponare l'emorragia targata Amoroso, Homan e Sanikidze.
Dasic purtoppo scompare misteriosamente dalla gara, e con un parziale di 12 a 2 Bologna ricuce il divario e porta anche la testa avanti con Gailius mentre Roma è completamente in balìa degli eventi, senza più la forza per reagire. I numeri cominciano a parlare chiaro, così si perde nettamente a rimbalzo e pesano come un macigno le 18 palle perse romane, a dimostrazione della follia assoluta che una volta ancora si è impadronita degli ospiti.
Il ragno Smith, anche se nettamente calato rispetto all'inizio, prova a mettere la zampata sulla gara con 5 punti di fila che riportano Roma sul +7 a dieci minuti dal termine.
Ma le partite finiscono al quarantesimo e così assistiamo ad una scatenata Bologna che, supportata dagli 8mila del FuturShow Station di Casalecchio, piazza addirittura 30 punti lasciandone segnare a Roma solo la metà, ed alla scontata "maledizione" Amoroso più volte patita in passato si aggiungono gli sberleffi e le bombe di Kennedy Winston a cui qualcosa dello scorso anno romano deve essere andata particolarmente di traverso.
Ora abbandonate le velleità di Final Eight converrebbe piuttosto guardarsi indietro dove a sole due vittorie c'è la penultima posizione, e in vista della futura primavera cominciare a gridare a squarciagola: "LET'S GO KNICKS!" in modo che oltreoceano ci possano sentire.

Cocco Rossi Stuart

[09-01-2011]

 
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