Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Lazio, c'č poco da festeggiare

Umiliante sconfitta interna per 2 a 1 contro un Lecce rimaneggiato, non basta il momentaneo pareggio di Mauri

In fondo è giusto così. Quando un Lecce disperato, senza diversi titolari, reduce da un derby perso e col bottino di appena un punto fatto fuori casa e di sole quattro reti segnate in trasferta, viene a Roma e fa la partita dal primo al novantesimo minuto, c'è poco da sindacare. Doveva essere una festa per tutti, in campo e sugli spalti, quella dei 111 anni di vita di una delle società più gloriose del campionato italiano. E invece si è trasformata nella solita farsa tragicomica, a metà tra un funerale e una puntata del Bagaglino.

LA PARTITA - Reja non cambia (e a questo punto difficilmente cambierà) e schiera la solita formazione, col solo Stendardo al posto dello squalificato Dias. La Lazio inizia molle, svogliata e lascia giocare un Lecce spensierato, per niente impaurito, (e a ragione), di una formazione biancoceleste che aspetta chissà quale intervento divino per sbloccare una partita che chiede solo di essere aggredita. I Salentini prendono campo, battono calci d'angolo a ripetizione, vanno al tiro all'11' con Bertolacci e al 15' con Munari, tentativi che trovano un Muslera reattivo e attento. La Lazio prova a tirare fuori la testa ma è lentissima, prevedibile, pericolosa solo da calcio piazzato. E così sul finire di un primo tempo letteralmente buttato alle ortiche, arriva il giusto vantaggio ospite: rinvio errato di Stendardo, Jeda ringrazia e timbra il palo, la palla sbatte sulla schiena dell'incolpevole Muslera ed è 1 a 0. Come se niente fosse successo la Lazio rientra in campo con gli stessi undici interpreti del primo tempo e arriva al 46' in mischia al goal del pareggio con Mauri. Sembrerebbe un segnale incoraggiante, una svolta decisiva. E infatti la Lazio spinge e solo due minuti dopo Zarate si divora un goal già fatto, a tu per tu con Rosati. La Lazio è tutta qua: dieci minuti di spinta, sull'onda emotiva di un pareggio rocambolesco. Poi il nulla. I carneadi Tomovic, Bertolacci e Grossmuller entrano come il burro nella difesa laziale e al 72' si materializza l'episodio emblematico, la ciliegina sulla torta che neanche il più masochista dei tifosi laziali oserebbe immaginare. Zarate colpisce direttamente da calcio d'angolo un legno clamoroso, parte il contropiede del Lecce e Grossmuller spedisce in rete di piatto, indisturbato, il 2 a 1. Piangere non si può, ridere nemmeno, eppure verrebbe voglia di fare entrambe le cose contemporaneamente. All' 83' la sensazione è la stessa, dopo un batti e ribatti in area con prima Biava, poi la traversa e infine ancora Biava che salvano la porta di Muslera. L'ectoplasma Bresciano e l'evanescente Foggia non danno alcun contributo, Kozak s'impegna ma può poco. Finisce il match con Zarate che si danna l'anima ma continua a peccare di precisione e coi tifosi laziali che ringraziano Pierpaoli che sancisce, con tre fischi liberatori, la fine di un'agonia.

I problemi aumentano in casa Lazio. A una panchina che non è all'altezza si aggiunge un calo fisico ormai evidentissimo, con la squadra che cammina per oltre un tempo e mezzo e finisce sfilacciata, sulle gambe, in affanno. In questi frangenti bisognerebbe tirare fuori il carattere, vincere le partite di prepotenza, di voglia, come spesso le grandi squadre fanno. La Lazio purtroppo non ha queste caratteristiche nel Dna, non si fa sentire né con l'arbitro né con gli avversari, incassa e non si scompone, pecche che portano, in casa, alla sciagurata neutralizzazione del fattore campo. Che i tempi duri sarebbero arrivati lo si sapeva. Per adesso si tira a campare, ma fino a quando basterà?

Valerio Lazzari

LAZIO - LECCE  1-2

LAZIO (4-2-3-1)
: 86 Muslera; 2 Lichtsteiner, 13 Stendardo, 20 Biava, 26 Radu; 24 Ledesma, 32 Brocchi; 10 Zarate, 8 Hernanes, 6 Mauri; 22 Floccari. A disp.: (12 Berni, 21 Diakitè, 5 Scaloni, 23 Bresciano, 14 Gonzalez, 18 Kozak, 17 Foggia) All. Reja

LECCE (4-3-1-2): 22 Rosati; 4 Gustavo, 40 Tomovic, 14 Fabiano, 11 Mesbah; 21 Grossmuller, 20 Vives, 8 Munari; 91 Bertolacci; 27 Jeda, 15 Ofere. A disp.: (81 Benassi, 2 Donati, 13 Ferrario, 19 Piatti, 32 Coppola, 9 Corvia, 33 Rispoli) All. De Canio

Arbitro: Pierpaoli di Firenze (Giachero-Comito; IV°: Baracani)
Marcatori: 39’ Muslera (aut.); 47’ Mauri; 72’ Grossmuller
Ammoniti: Mauri, Biava (La); Grossmuller, Coppola, Munari (Le)
Recuperi: 2’ pt; 3’ st
Spettatori: 30.000 circa (Ospiti: 20)

[09-01-2011]

 
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