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Hereafter

di Clint Eastwood. Con Matt Damon, CÚcile De France

di Svevo Moltrasio

Un sensitivo cerca di sfuggire al suo dono che lo tiene in contatto con l’aldilà, una giornalista di successo scampata allo Tsunami ridiscute la propria vita, una coppia di giovani gemelli si ritrova divisa bruscamente. Tre storie toccate e sconvolte dalla morte in attesa d’incontrarsi.

Il nuovo film di Clint Eastwood segue il biopic su Mandela INVICTUS da cui recupera il co-protagonista Matt Damon qui alla seconda collaborazione con il regista. La pellicola ha trovato più detrattori che adulatori in patria e forse, per quanto riguarda la maggior parte della critica americana, segna il punto più basso nella carriera di Eastwood. Partendo da una sceneggiatura di Peter Morgan, il regista racconta tre storie rimbalzando tra San Francisco, Londra e Parigi.

Durante la lavorazione del film le indiscrezioni davano la pellicola rivolta al genere thriller sovrannaturale, ora, a visione avvenuta, gran parte della critica parla di un film sull’aldilà. Il tutto mantiene saldamente al comando Eastwood in quanto autore più incompreso della cinematografia moderna. Il regista racconta ancora una volta vicende umane di personaggi costretti alla solitudine, dove la morte fa da filo conduttore alle diverse storie in quanto esperienza capace di influenzare la vita, e l’aldilà non è altro che un espediente narrativo. Tsunami, attentati terroristici, eutanasia, servizi sociali e violenze quotidiane, il film è un concentrato di tragedie, eppure scorre lungo una narrazione assolutamente sobria.

Il tono è difatti pacatissmo e Eastwood come sempre si disinteressa delle regole del cinema classico – non ci sono scene madri né brusche svolte di sceneggiatura – condensando nei diversi prologhi le scene visivamente d’impatto. Il lento progredire delle vicende salta tra momenti dolorosi e altri più leggeri, in attesa dell’incontro tra i tre protagonisti valzer di coincidenze poetico e commovente. Gli stereotipi – le sfocate parvenze dell’aldilà o l’ultima romantica visione con cui si chiude il film – sono sfruttati appositamente nell’immaginario dei personaggi che Eastwood segue con pazienza e rispetto, evitando un punto di vista unilaterale su un tema tanto delicato. Inevitabilmente qualche passaggio è meno brillante – soprattutto nella storia francese – ma non svilisce l’armoniosità dell’insieme.
 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[06-01-2011]

 
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