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Tombe abusive: due arresti

costruivano monumenti funerari senza autorizzazioni

Con tanto di licenza falsa, ottenute anche col passaggio di ''mazzette'', costruivano cappelle e tombe nei cimiteri pubblici senza alcuna autorizzazione. Ne hanno realizzate almeno 13, a quanto hanno accertato i carabinieri, tra i cimiteri del Verano e il Flaminio (tre nel primo e dieci nel secondo). Sono finiti cosi' in manette, a Roma, un imprenditore cimiteriale e un ex funzionario dell'Ama, che facevano parte, insieme ad altri indagati a piede libero, di un'organizzazione a delinquere finalizzata a questo scopo.

I Carabinieri della Stazione di Roma-San Lorenzo stamattina, nell'ambito dell'indagine 'Pace Eterna', su ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Roma hanno arrestato un 41/enne ex funzionario dell'Ama, gia' responsabile del settore concessione cimiteriali, e un imprenditore di edilizia cimiteriale di 35 anni. L'accusa per gli arrestati e per altri due imprenditori cimiteriali, che hanno ricevuto avviso di garanzia, e' di associazione per delinquere finalizzata a realizzare di manufatti funerari all'interno dei cimiteri romani del Verano e Flaminio, tramite una serie di reati contro la pubblica amministrazione, il patrimonio e la fede pubblica.

Sono stati contestati i reati di corruzione, concussione, abuso d'ufficio, falsita' ideologica e materiale e deturpamento di opere pubbliche. L'indagine dei Carabinieri, durata oltre dieci mesi, ha preso avvio da una denuncia presentata dall'attuale dirigenza dei cimiteri capitolini. L'accusa si basa sul fatto che, dal 2001 ad oggi, l'ex funzionario dell'Ama (la municipalizzata che si occupa anche dei servizi cimiteriali) e l'imprenditore, in concorso anche con gli altri, operavano, facendosi versare di somme di denaro dai privati e falsificando tutti gli atti pubblici di concessione, per costruire cappelle e altri manufatti. I due arrestati sono stati rinchiusi a Regina Coeli, a disposizione della magistratura.

[20-03-2007]

 
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