Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Pacco bomba all'ambasciata Svizzera e del Cile, due feriti

Due pacchi bomba sono esplosi questa mattina in due ambasciate. Il primo è esploso all'ambasciata Svizzera, in zona Parioli. Un addetto è rimasto ferito gravemente. Subito dopo avere aperto il pacco l'uomo, di 53 anni, è stato investito dall'esplosione.

L'impiegato è stato portato in codice rosso al Policlinico Umberto I e rischia di perdere la mano sinistra. Poco più tardi un altro ordigno è esploso all'ambasciata del Cile, in via Po. Anche qui un uomo è rimasto ferito. "Non è in pericolo di vita -raccontano i familiari dal Policlinico Umberto I- lo stanno operando ora". Anche il secondo ferito ha riportato i problemi più gravi ad una mano. L'uomo, a quanto riferiscono i familiari, è un italo-cileno che vive a Roma di circa 40 anni, e nell'ambasciata del Cile ricopre l'incarico di funzionario amministrativo. La questura ha disposto verifiche in tutte le ambasciate.

PISTA ANARCHICA - Anarchici italiani che avrebbero legami con alcuni detenuti del nostro paese rinchiusi nelle carceri svizzere. Sarebbe questa la pista privilegiata seguita dagli investigatori che stanno indagando sul pacco bomba esploso all'ambasciata svizzera di Roma. Analisti ed esperti di antiterrorismo e intelligence, dalle prime informazioni raccolte, sembrerebbero infatti non avere dubbi sulla matrice anarchica dell'attentato. Anche se al momento non risulterebbe esserci alcuna rivendicazione nè vi sarebbero legami con i precedenti pacchi bomba spediti alle principali cancellerie europee. In particolare, viene fatto notare da fonti qualificate, nelle carceri svizzere sono detenuti diversi anarchici italiani: tra questi Costantino Ragusa, Silvia Guerini e Luca Bernasconi, uno svizzero ticinese ma residente in Italia. I tre sono stati arrestati dalle autorità svizzere lo scorso 15 aprile con l'accusa di preparare un attacco contro una sede svizzera dell'Ibm. I tre, secondo le autorità svizzere, farebbero parte di un gruppo di eco-terroristi denominato 'Il silvestrè e nella loro auto sarebbero state trovate ingenti quantità di esplosivo. Nelle carceri elvetiche è detenuto anche Marco Camenish, lo storico anarco-insurrezionalista svizzero arrestato proprio in Italia, nel 1991, dopo un conflitto a fuoco con la polizia. E proprio nei giorni scorsi Camenish ha fatto nel carcere dove è detenuto uno sciopero della fame in solidarietà ai tre arrestati il 15 aprile.

AMBASCIATORE SVIZZERO "Nessuna rivendicazione" - Al momento non c'e nessun rivendicazione. Lo ha detto l'ambasciatore svizzero Bernardino Regazzoni parlando del pacco bomba esploso presso la sede diplomatica svizzera ferendo in modo serio un impieg"ato. Le forze dell'ordine - ha aggiunto - sono all'opera e stanno raccogliendo gli elementi per l'inchiesta".

ALEMANNO "Nessun collegamento" - Non c'è alcun collegamento al momento tra l'allarme bomba che oggi ha riguardato due sedi del Campidoglio e il pacco esplosivo all'ambasciata svizzera. Lo sottolinea il sindaco di Roma Gianni Alemanno evidenziando come non bisogna "confondere e fare un unico brodo di tutte queste vicende perchè ciò ci porterebbe fuori strada". Il riferimento di Alemanno era anche a tutti gli "altri episodi e le altre provocazioni avvenute nell'area romana", compreso l'allarme bomba oggi in Campidoglio.
 
 

[23-12-2010]

 
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