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"No alle multe con le telecamere"

l'Ospol annuncia ricorso

“Bisogna spegnere subito le telecamere sparamulte”. La richiesta non arriva da qualche associazione di consumatori o da un comitato di cittadini, ma dall’Ospol, l’organizzazione sindacale delle polizie locali.

Le contravvenzioni effettuate attraverso le telecamere, spiegano all’ospol, privano il cittadino del diritto di richiedere la contestazione immediata, come previsto dal codice della strada. In più chi commette un’infrazione lo verrà a sapere solo 4 o 5 mesi dopo, all’arrivo della multa a casa, con il rischio di commettere più volte, senza saperlo, lo stesso errore e di trovarsi a dover pagare cifre piuttosto ingenti.

Attualmente sono 52 le strade controllate dagli occhi elettronici, sparse per tutta la città. Dietro alle telecamere, in una centrale operativa, ci sono dei vigili urbani che controllano eventuali violazioni per quel che riguarda la sosta, la circolazione durante i blocchi del traffico, sulle corsie preferenziali o nella ztl. Ma questa procedura, denuncia il sindacato, non permette di verificare esigenze particolari di malati, anziani o portatori di handicap, che potrebbero, ad esempio, fermarsi in doppia fila per essere accompagnati a casa.

L’auspicio, insomma, è il ritorno in strada dei vigili urbani, per poter dare certezza e sicurezza ai cittadini, in special modo a quelli più deboli. Il primo atto dovuto ad ogni organo di polizia stradale, dice l’ospol, è la prevenzione e non la corsa sfrenata verso la multa ad ogni costo.

 
 

[20-03-2007]

 
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