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Riforma Gelmini, i contenuti del disegno di legge

ecco cosa cambierà per le università

La riforma Gelmini prevede modifiche sulle carriere di ricercatori, professori e nella gestione economica delle università.

FONDI ALLE UNIVERSITA' - Gli atenei saranno valutati da un nucleo anche esterno e questa valutazione sarà determinante per l'attribuzione dei fondi del Ministero. Le risorse alle università saranno quindi distribuite in base a qualità della ricerca e della didattica. 

La riforma non tollererà gli atenei con i conti in rosso che saranno subito commissariati, debiti e crediti dovranno essere indicati in modo chiaro nei bilanci.

DIMINUZIONE DELLE FACOLTA' - Con la riforma sarà possibile unire o federare università e le facoltà saranno drasticamente ridotte fino ad un massimo di 12 per ateneo.

PROFESSORI - I posti da professore saranno assegnati solo a chi ha l'abilitazione nazionale che sarà attribuita da una commissione sulla base di parametri di qualità, i posti saranno assegnati con procedure pubbliche di selezione. Il provvedimento definisce la distinzione tra reclutamento e progressione di carriera e abbassa l'età in cui si entra di  ruolo in università: da 36 a 30 anni, con uno stipendio che passa da 1300 euro a 2100 euro. I docenti avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione: i professori a tempo pieno dovranno almeno lavorare per 1500 ore annue di cui almeno 350.  Destinate ad attività di docenza e di servizio per gli studenti.

I rettori potranno rimanere in carica per un solo mandato, per un massimo di sei anni. E' prevista poi una distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d'amministrazione: il primo sarà solo organo accademico mentre il consiglio si occuperà di amministrazione ed organizzazione.

RICERCATORI - Il ricercatore avrà contratti a tempo determinato di 6 anni (3 più 3) e al termine dei sei anni o sarà confermato a tempo indeterminato come associato altrimenti il suo rapporto con l'università terminerà.

Infine il ministero avrà l'obbligo di verificare tutti i corsi di laurea e tutte le sedi distaccate per evitare che si creino strutture non necessarie o inutili doppioni.
 
 

[21-12-2010]

 
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