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Protesta precari Regione Lazio, 11 giorni sul tetto

preoccupazione per la salute degli occupanti

11 giorni sono passati da quando 5 donne e 2 uomini dei movimenti uniti contro la crisi sono saliti sul tetto della Regione Lazio. A motivare una forma di protesta tanto estrema l’esigenza di un incontro costruttivo con la presidente Polverini sui temi della casa e del lavoro precario.

Incontro che c’era effettivamente stato lo scorso 25 novembre ma che non aveva soddisfatto i manifestanti. A nulla è servito nemmeno il che nei giorni scorsi era salita sulle impalcature per cercare di avviare un dialogo. La situazione sembrava prossima a una soluzione solo lunedì scorso quando i sette avevano fatto arrivare una lettera alla presidente, ma anche quella trattativa si era interrotta con un nulla di fatto.

Ora però la situazione è arrivata alle estreme conseguenze. A rendere ancor più drammatica la situazione il freddo pungente di questi giorni, tanto che ora gli appartenenti al movimento, che stanno sostenendo i loro compagni con un presidio sotto la regione, chiedono che le forze dell’ordine consentano a un medico di salire per accertare lo stato di salute dei sette. Forte preoccupazione è stata espressa anche da alcuni esponenti politici. Il capogruppo di sinistra e libertà, Luigi Nieri, parla di disumana noncuranza da parte di Renata Polverini alla quale si rivolge affinché trovi una soluzione a questa complicata vicenda. Da parte sua la governatrice afferma che la protesta è mossa da strumentalizzazioni politiche e auspica che possa riprendere un confronto democratico senza pregiudiziali.
 
 

[16-12-2010]

 
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